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Crans-Montana, la verità su Cyane, la ‘ragazza col casco’: “Quella sera non avrebbe dovuto essere lì”

Pubblicato: 14/01/2026 20:01

Inizialmente dipinta come un demone nei video che hanno fatto il giro del mondo, mentre brandiva bottiglie di champagne e fuochi d’artificio in un’atmosfera da fine del mondo, Cyane Panine, 24 anni, era in realtà tutt’altro. Quella che i media hanno ribattezzato «la ragazza con il casco» è l’ennesima vittima di un sistema che ha ignorato le regole più basilari della prevenzione. «Lei non è mai stata informata della pericolosità del soffitto, né ha mai ricevuto alcuna formazione nel campo della sicurezza», chiarisce con fermezza l’avvocato Sophie Haenni, legale della famiglia Panine. «La sera della strage non avrebbe dovuto servire ai tavoli», questa la scoperta sconvolgente, la fatalità rivelatasi mortale per le 47 vittime. Il rogo del lounge-bar «Le Constellation» a Crans-Montana ha strappato alla vita una giovane donna che oggi gli amici ricordano su Instagram come un angelo, tra ali bianche e preghiere, mentre il padre Jerome piange un «raggio di sole» che nel 2026 non è più sorto. i genitori sono sopraffatti dal dolore: “”Certo che voleva scappare. Voleva anche aiutare i clienti a uscire, ma sfortunatamente c’era questa porta che non si apriva”.

La narrazione dell’Apocalisse scatenata da una treccia bionda sotto un casco nero si scontra con la realtà di una struttura fuorilegge. La madre Astrid, devastata dal dolore insieme alla figlia Eloine, ha affidato a France 2 un amaro giuramento: «La nostra vita non sarà mai più la stessa, non festeggerò mai più un ultimo dell’anno. Mai». Per identificare i resti di Cyane, ritrovati sul piazzale del locale, sono stati necessari tre giorni, ma l’amica di sempre, Camille C., aveva capito tutto già all’alba di quel tragico primo gennaio.

Il dramma di Crans-Montana: un’uscita di sicurezza sbarrata

Le indagini stanno portando alla luce dettagli inquietanti sulla gestione della serata. Quella notte Cyane non avrebbe dovuto trovarsi nel seminterrato, ma Jessica Moretti, moglie del titolare, le avrebbe chiesto di scendere per aiutare con la consegna di “16 bottiglie di champagne”. È stato in quegli attimi, mentre la giovane era sulle spalle di un collega, che le fiamme hanno aggredito i pannelli fonoassorbenti del soffitto. «È molto probabile che l’incendio sia stato innescato dal gran numero di candele accese contemporaneamente», ipotizza l’avvocato Haenni, sottolineando però che la strage di 40 persone si sarebbe potuta evitare se le norme fossero state rispettate.

Il peso più grande per la famiglia resta il mistero di quella via di fuga negata: «Quando è scoppiato l’incendio voleva far scappare anche i clienti, purtroppo quella maledetta porta era chiusa», rivela il padre. Cyane, cresciuta tra i mari della Polinesia e le montagne svizzere, sognava di viaggiare e vivere la sua nuova storia d’amore con Jean-Marc. Invece, si è ritrovata prigioniera di un locale che non le ha offerto scampo, tradita da chi avrebbe dovuto garantire la sua incolumità.

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Ultimo Aggiornamento: 14/01/2026 22:12

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