
Toni insolitamente duri, parole scandite come un avvertimento all’Europa e ai suoi avversari. Il presidente francese Emmanuel Macron ha scelto la base militare di Istres, nel sud della Francia, per il tradizionale discorso di auguri alle forze armate, trasformandolo quest’anno in un messaggio politico e strategico dal chiaro sapore bellico.
«Per restare liberi dobbiamo essere temuti»
«Per rimanere liberi, bisogna essere temuti. E per essere temuti bisogna essere potenti. E per essere potenti, in questo mondo così brutale, bisogna fare più in fretta e più forte». È il passaggio chiave dell’intervento con cui Macron ha descritto uno scenario internazionale che considera sempre più pericoloso.
Il presidente ha rivendicato i risultati del “decennio di riarmo francese”, sottolineando come Parigi non abbia atteso l’invasione russa dell’Ucraina per rafforzare le proprie capacità militari e per sostenere la necessità di una autonomia strategica europea. «L’impegno preso è stato mantenuto» e «il nostro sforzo nella difesa continuerà», ha assicurato, parlando di una traiettoria ormai irreversibile.
Rinforzi francesi in Groenlandia
Nel suo discorso, Macron ha affrontato anche il dossier Groenlandia, tornato al centro delle tensioni internazionali dopo le pressioni del presidente statunitense Donald Trump. La Francia, ha annunciato, rafforzerà nei prossimi giorni la propria presenza militare sull’isola con l’invio di mezzi terrestri, aerei e navali.
Un primo contingente di 15 militari francesi è già sbarcato in Groenlandia per partecipare all’operazione Artic Endurance, un’esercitazione «programmata e lanciata in modo indipendente dalla Danimarca», ha precisato Macron.
«Quel territorio appartiene all’Unione europea ed è di uno dei nostri alleati della NATO», ha ricordato, rivendicando una responsabilità diretta degli europei nella tutela dell’area artica.
La linea dell’Eliseo viene presentata come ferma ma non provocatoria: sostegno alla sovranità territoriale, senza escalation, ma anche senza cedimenti.
Ucraina, l’intelligence francese e l’allarme russo
Ampio spazio è stato dedicato anche alla guerra in Ucraina. Macron ha rivelato che oggi la Francia fornisce circa due terzi delle capacità di intelligence utilizzate da Kiev, mentre i 34 Paesi della Coalizione dei Volenterosi coprono integralmente i mezzi militari messi a disposizione dell’Ucraina.
«Un anno fa Kiev dipendeva in modo schiacciante dalle capacità di intelligence americane. Oggi i due terzi sono forniti dalla Francia», ha rivendicato il presidente, delineando un ruolo sempre più centrale di Parigi nel sostegno operativo a Kiev.
L’avvertimento sulla Russia è stato diretto: «Noi siamo a portata di tiro». Macron ha citato esplicitamente il missile Oreshnik, utilizzato di recente da Putin, come dimostrazione di una minaccia concreta che riguarda anche l’Europa occidentale.
«Dotarci delle nuove armi»
Da qui l’appello finale alle forze armate e ai partner europei: «Se vogliamo restare credibili dobbiamo, noi europei e in particolare noi francesi, dotarci di queste nuove armi che cambieranno la situazione a breve termine».
Un discorso che segna un ulteriore passo nella trasformazione della postura francese: dalla deterrenza alla preparazione esplicita allo scontro, in un contesto in cui, secondo Macron, la libertà dell’Europa non può più essere data per scontata ma va difesa, armata e resa temibile.


