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“Giorgia Meloni gode”. La notizia che fa sorridere la premier (e disperare tanti altri)

Pubblicato: 16/01/2026 10:48

La prima Supermedia del 2026 fotografa un quadro politico sostanzialmente in continuità con la fine del 2025. Nonostante la scarsità di sondaggi pubblicati nei primi giorni dell’anno, i dati offrono comunque indicazioni significative sugli equilibri tra partiti e coalizioni.

Il dato più evidente riguarda lo stato di salute di Fratelli d’Italia, che torna sopra la soglia del 30%, confermandosi nettamente primo partito. Positivo anche l’andamento del centrodestra, che nel complesso guadagna oltre un punto percentuale rispetto a fine dicembre.

Nel campo delle opposizioni, invece, emerge un parziale riequilibrio interno. Il Partito democratico recupera terreno, segnando un +0,5%, mentre il Movimento 5 Stelle registra una flessione più marcata, con un -0,7%, perdendo parte del consenso accumulato nelle settimane precedenti.

Sul fronte delle consultazioni popolari, arrivano indicazioni chiare anche per il referendum del 22 e 23 marzo. I restano nettamente in vantaggio, attestandosi al 58,9%, in crescita di circa due punti rispetto alla rilevazione dell’11 dicembre.

Entrando nel dettaglio della Supermedia Liste, FdI sale al 30,2% (+0,6), seguito dal Pd al 22,4% (+0,5). Il M5s scende al 12,0% (-0,7), mentre Forza Italia cresce all’8,9% (+0,3) e la Lega si attesta all’8,4% (+0,1).

Tra le altre forze politiche, Alleanza Verdi e Sinistra è al 6,3% (-0,1), Azione al 3,2% (-0,1), Italia Viva al 2,5% (+0,1), +Europa all’1,5% (-0,1) e Noi Moderati stabile all’1,1%.

La Supermedia delle coalizioni conferma il predominio del centrodestra, che sale al 48,6% (+1,1). Il centrosinistra raggiunge il 29,8% (+0,4), mentre il M5S corre da solo al 12,0% (-0,7).

Il Terzo Polo si attesta al 5,8% (+0,2), mentre la voce Altri scende al 3,4% (-0,7), segnalando una crescente polarizzazione del consenso tra i principali schieramenti.

Nel complesso, la Supermedia di inizio 2026 conferma una fase di stabilità politica, con un centrodestra rafforzato, un Pd in lenta ripresa e un M5S in difficoltà, mentre sul referendum si profila, almeno per ora, una chiara prevalenza dei Sì.

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