Vai al contenuto

La Groenlandia come nuovo Far West: perché l’ossessione di Trump non è affatto irrazionale

Pubblicato: 16/01/2026 12:39

C’è un errore di fondo nel modo in cui, soprattutto in Europa, si tende a liquidare l’interesse di Donald Trump per la Groenlandia: considerarlo una boutade, una provocazione, l’ennesima sparata da campagna permanente. In realtà, se lo si guarda con gli strumenti giusti, quel progetto appare molto più coerente – e inquietante – di quanto si voglia ammettere.

L’idea che la Groenlandia possa diventare il nuovo Far West americano non è affatto campata in aria. Paolo Borioni, tra i più attenti studiosi delle dinamiche politiche nordiche, in una conversione di oggi con l’Adnkronos coglie un punto centrale quando ricostruisce la logica trumpiana non come geopolitica classica, ma come geopolitica immobiliare. Trump non ragiona da statista nel senso tradizionale del termine: ragiona da costruttore, da investitore, da uomo che vede nel territorio una leva di potere prima ancora che uno spazio da governare.

In questa prospettiva, il cambiamento climatico non è una minaccia da contrastare, ma una variabile da sfruttare. Trump non ha mai nascosto il suo disinteresse per la lotta al riscaldamento globale; al contrario, ne intuisce le conseguenze materiali. Un territorio oggi ostile, scarsamente abitato e poco infrastrutturato, domani potrebbe diventare più accessibile, più “vendibile”, più colonizzabile. La Groenlandia, in questo senso, è una frontiera perfetta: enorme, strategica, apparentemente vuota.

Il parallelo con il Far West non è solo suggestivo. Come nel Klondike di fine Ottocento, non si corre più all’oro ma allo spazio. Spazio per basi militari, per nuove rotte commerciali, per infrastrutture, per insediamenti selettivi. Borioni coglie un aspetto spesso rimosso dal dibattito pubblico: la Groenlandia potrebbe diventare una destinazione per lo spostamento controllato di popolazioni americane oggi esposte a rischi climatici crescenti – uragani, incendi, innalzamento dei mari – e, allo stesso tempo, una calamita per élite economiche interessate ad arrivare prime dove domani si concentrerà valore.

Chi obietta che la Groenlandia sia oggi impraticabile, remota, priva di infrastrutture, ha ragione solo a metà. È vero: il territorio è aspro, le risorse minerarie sono difficili da sfruttare, molte aree estrattive si trovano in mari artici poco navigabili. Ma è proprio qui che si annida la logica di lungo periodo. Trump non pensa al ritorno immediato, pensa alla proprietà del suolo. Prima si acquisisce il territorio, poi lo si rende profittevole.

Anche l’argomento della “minaccia cinese” viene spesso semplificato ad arte. Borioni ricorda opportunamente che i groenlandesi, nelle recenti tornate elettorali, hanno bocciato progetti di sfruttamento promossi da joint venture sino-australiane, proprio per ragioni ambientali e di tutela del territorio. Non si tratta solo di identità o di orgoglio nazionale: è una questione di sopravvivenza economica. La pesca, nei mari artici, è una risorsa vitale, e l’equilibrio tra uomo e ambiente resta centrale per la società groenlandese.

La Cina entra in gioco non come potenza militare, ma come mercato. Un grande mercato di sbocco per il pescato artico, in un Paese che ha ridotto la propria autosufficienza alimentare. Una presenza economica, non un progetto di conquista. Ridurre tutto a uno scontro binario tra Washington e Pechino serve più alla propaganda che all’analisi.

La verità, scomoda, è che la Groenlandia non è al centro delle mire americane perché minacciata da altri, ma perché promette di esserlo in futuro. E Trump, più di altri leader occidentali, ragiona per anticipazione brutale: prende oggi ciò che domani varrà molto di più. Non è una follia. È una visione cinica, predatoria, profondamente coerente con il suo modo di intendere il potere. Ed è proprio per questo che l’Europa farebbe un errore fatale a sottovalutarla.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure