
Massimo Boldi non farà più parte dei tedofori della staffetta olimpica dei Giochi Invernali di Milano Cortina. La decisione è stata comunicata dal Comitato Organizzatore, a seguito di un’intervista rilasciata dall’attore sabato 17 gennaio a Il Fatto Quotidiano, in cui alcune affermazioni sono state ritenute «incompatibili con i valori Olimpici e con i principi che guidano il lavoro del Comitato Organizzatore**».
Portare la Fiamma Olimpica rappresenta un privilegio e una responsabilità, riservata a chi incarni e promuova i principi di rispetto, unità e inclusione, valori fondamentali del Movimento Olimpico. Il Comitato ha sottolineato come le dichiarazioni di Boldi non fossero in linea con questi principi e per questo sia stata presa la decisione di escluderlo dalla lista dei portatori della fiamma.
Le dichiarazioni che hanno scatenato la polemica

Nell’intervista, Boldi aveva raccontato con il suo tono ironico di non sentirsi pronto fisicamente per la staffetta: «Mi hanno promesso solo seicento metri, se fosse di più non so come arriverei. Non sono più un ragazzino». L’attore ha aggiunto di non avere esperienza sportiva: «Non ho mai mosso un muscolo. Non sono uno sportivo. Ma il Comitato Olimpico mi ha chiamato e io ho accettato. E non ho preso un euro».
Non sono mancati riferimenti umoristici alla vita privata: «Ci sono in realtà alcune discipline in cui sono un campione: la f… e gli aperitivi». Secondo il Comitato, queste affermazioni risultano incompatibili con i valori Olimpici, portando alla rimozione di Boldi dalla lista dei tedofori.
Il significato di portare la Fiamma Olimpica
Il ruolo di tedoforo non è solo simbolico: rappresenta un impegno pubblico verso i valori dello sport e della comunità. Il Comitato ha ribadito che ogni portatore della Fiamma deve incarnare rispetto, unità e inclusione, mostrando un comportamento coerente con lo spirito olimpico. L’esclusione di Boldi evidenzia come anche la notorietà e la popolarità non possano sostituire il rispetto dei principi fondamentali dei Giochi.


