
La finale di Coppa d’Africa tra Senegal e Marocco si è trasformata in un caso nel lunghissimo recupero allo Stade Prince Moulay Abdallah di Rabat. Gli ultimi minuti hanno cancellato ogni riferimento al calcio giocato, lasciando spazio a proteste, tensioni e continue interruzioni che hanno tenuto il pubblico con il fiato sospeso. Tutto è iniziato da una decisione arbitrale che ha fatto esplodere il nervosismo in campo, aprendo una sequenza caotica durata oltre dieci minuti.
Al 90’ + 8’ l’arbitro ha assegnato un calcio di rigore al Marocco. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Brahim Diaz è finito a terra nell’area piccola dopo un contatto con Diouf. Richiamato al Var, il direttore di gara ha rivisto l’azione al monitor e ha confermato il penalty. Da quel momento, la partita ha cambiato completamente volto, entrando in una fase di forte conflittualità.
Tensione crescente e Senegal fuori dal campo
Subito dopo la decisione, al 90’ + 11’, si sono accesi gli animi tra i giocatori delle due squadre. In campo si è assistito a un duro faccia a faccia tra Seck ed En-Nesyri, simbolo di una tensione ormai fuori controllo. Le proteste del Senegal sono diventate sempre più veementi, fino a coinvolgere anche la panchina.
Al 90’ + 12’ è arrivato l’episodio più clamoroso. Il commissario tecnico senegalese ha richiamato i propri giocatori, invitandoli a lasciare il terreno di gioco e a rientrare negli spogliatoi. La scelta è apparsa come una forma di protesta estrema, con l’obiettivo di impedire l’esecuzione del rigore concesso al Marocco. Per diversi minuti il campo è rimasto quasi vuoto, mentre sugli spalti cresceva l’incredulità.
Il ruolo di Mané e il rigore sbagliato
La situazione si è ulteriormente complicata al 90’ + 15’, quando il commissario tecnico del Senegal si è avvicinato all’arbitro per un lungo colloquio chiarificatore. Il confronto ha coinvolto anche Regragui e ha generato nuovi momenti di tensione a bordo campo. Intanto, quasi tutta la squadra senegalese era rientrata negli spogliatoi, lasciando Sadio Mané come unico giocatore ancora visibile a bordo campo.
È stato proprio Mané, al 90’ + 20’, a richiamare i compagni sul terreno di gioco. Uno alla volta, i giocatori del Senegal sono tornati in campo, consentendo all’arbitro di far riprendere il gioco. Al 90’ + 22’ Brahim Diaz si è presentato sul dischetto per battere il rigore decisivo. L’attaccante marocchino ha tentato un pallonetto, ma il portiere del Senegal è rimasto immobile, leggendo la traiettoria e parando il tiro. Un errore clamoroso che ha chiuso una delle sequenze più caotiche e discusse dell’intera Coppa d’Africa.


