Vai al contenuto

“Non arrivi a 50 anni”. Minacce shock a Giorgia Meloni, l’orrore contro la premier

Pubblicato: 19/01/2026 11:30

Di leoni da tastiera è ricco il panorama dei social network e, in occasione del compleanno di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia ha deciso di portare all’attenzione pubblica alcuni messaggi apparsi online. Il partito, attualmente forza di maggioranza, ha segnalato sui propri canali social una serie di commenti ritenuti offensivi nei confronti del presidente del Consiglio.

La premier ha compiuto 49 anni il 15 gennaio e, come spesso accade, la ricorrenza è stata accompagnata dalla pubblicazione di una foto privata, che la ritrae mentre spegne le candeline sulla torta. L’immagine, condivisa in rete, è diventata rapidamente oggetto di rielaborazioni e commenti.

Secondo quanto denunciato da Fratelli d’Italia, alcuni utenti riconducibili alla sinistra estrema avrebbero modificato la fotografia, capovolgendola. Una scelta che, secondo il partito, richiamerebbe simbolicamente l’immagine di Benito Mussolini a piazzale Loreto, uno dei riferimenti storici più evocati nel dibattito politico online.

All’immagine sarebbero stati inoltre associati messaggi dal contenuto esplicito, tra cui frasi come “Possa non arrivare ai 50” e “Spero non arrivi ai 50”. Commenti che hanno rapidamente attirato l’attenzione dei profili ufficiali del partito guidato dalla stessa Meloni.

Fratelli d’Italia ha quindi deciso di rendere pubblica la vicenda, pubblicando un post di denuncia sui social. Nel messaggio, il partito ha parlato di odio digitale e di una deriva comunicativa che, a suo avviso, caratterizzerebbe una parte del confronto politico sul web.

Nel comunicato diffuso online si legge che “augurare la morte e diffondere messaggi d’odio” rappresenterebbe un comportamento in contrasto con i principi di dialogo civile, sottolineando come tali atteggiamenti emergano con frequenza nei confronti del presidente del Consiglio.

Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato. In passato Giorgia Meloni è già stata destinataria di insulti e minacce online, alcuni dei quali hanno suscitato particolare clamore mediatico per la gravità dei contenuti espressi.

Tra i casi più noti figura quello che ha coinvolto un insegnante di tedesco di un istituto superiore della provincia di Napoli, il professor Stefano Addeo, autore di un post offensivo rivolto alla figlia della premier, Ginevra, in riferimento a un recente fatto di cronaca nera.

Rintracciato dalla polizia postale, l’insegnante ha successivamente chiesto scusa alla presidente del Consiglio, definendo il messaggio “un gesto stupido, scritto d’impulso”, precisando però di non ritrattare le proprie posizioni politiche e di non sentirsi rappresentato dall’attuale governo.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure