
Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.7 ha colpito la provincia di Messina nel pomeriggio di oggi, domenica 19 gennaio. L’evento sismico si inserisce in una sequenza ancora in corso, iniziata nella giornata di ieri e caratterizzata da numerose repliche, di cui abbiamo già riferito anche in mattinata.
Secondo i dati diffusi dall’INGV, il sisma si è verificato alle 17.20, con epicentro a circa 4 chilometri da Militello Rosmarino, in provincia di Messina. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 8,8 chilometri.
La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione nei comuni dell’area dei Nebrodi, ma al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o edifici. Pochi minuti dopo, alle 17.22, è stata registrata una seconda scossa di magnitudo 2.8, con epicentro a circa 5 chilometri da Alcara li Fusi e profondità di 8 chilometri.
🟡[STIMA #PROVVISORIA] #terremoto Magnitudo tra 3.5 e 4 ore 17:20 IT del 19-01-2026, prov/zona Messina #INGV_44974622
— INGVterremoti (@INGVterremoti) January 19, 2026
Una sequenza sismica iniziata ieri
Gli eventi di oggi rientrano in una sequenza sismica attiva da ieri, che presenta una struttura diversa dal classico sciame: è infatti presente un evento principale (main shock) seguito da scosse di assestamento di magnitudo inferiore.
La sequenza ha avuto inizio domenica 18 gennaio alle 14.54, con una scossa di magnitudo 4.0, la più forte finora registrata, con epicentro sempre nell’area di Militello Rosmarino. Nelle ore successive si sono susseguite diverse repliche, tra cui:
- una scossa di magnitudo 2.8 alle 23.52;
- una scossa di magnitudo 3.5 registrata all’alba di oggi, alle 05.17.
Fino alle 13.20 di oggi erano state localizzate oltre una decina di scosse, con magnitudo variabili. Tra queste, un evento di magnitudo 2.9 alle 11.50 con epicentro a San Fratello e una scossa di magnitudo 2.7 alle 05.47 nell’area di Alcara li Fusi.
La sismicità dell’area dei Nebrodi
L’area interessata dagli eventi di queste ore, compresa tra i comuni dei Nebrodi settentrionali, è caratterizzata da una sismicità medio-bassa ma frequente, legata alla complessa struttura tettonica della Sicilia nord-orientale. Il territorio si trova infatti in prossimità di sistemi di faglie attive, connesse alla dinamica di convergenza tra la placca africana e quella euroasiatica.
La provincia di Messina è storicamente una delle aree della Sicilia con maggiore attenzione dal punto di vista sismico, come dimostrano eventi passati anche di forte intensità. Le sequenze come quella attuale, con una scossa principale seguita da numerose repliche, rientrano in un quadro già noto agli esperti e vengono monitorate costantemente.
L’INGV continua a seguire l’evoluzione della sequenza, fornendo aggiornamenti in tempo reale sull’eventuale registrazione di nuove scosse.

La sismicità storica e strumentale dell’area
Come informa l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) secondo quanto riportato dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15), le zone adiacenti all’attuale area epicentrale sono state interessate in passato da eventi sismici anche di magnitudo significativa. In particolare, il catalogo storico segnala due terremoti avvenuti a nord-est dell’area: uno nel 1613 di magnitudo stimata Mw 5.6 e uno nel 1739 di magnitudo Mw 5.4, entrambi caratterizzati da risentimenti macrosismici fino al IX grado della Scala Mercalli, indice di scuotimenti intensi e danni diffusi.
L’analisi della sismicità strumentale dal 1985 a oggi conferma una frequente attività sismica nell’area dei Nebrodi, con un episodio rilevante registrato nel 2011, nei mesi di giugno e luglio, quando si sviluppò una sequenza con numerosi eventi. Il terremoto più forte di quella fase raggiunse una magnitudo Mw 4.5 il 23 giugno.
Nei giorni precedenti alla scossa principale di magnitudo 4.0 delle 14.54 di ieri, nell’ultima settimana erano già stati localizzati cinque terremoti di bassa magnitudo, con valore massimo ML 2.4. Successivamente all’evento principale, sono stati registrati nove terremoti di magnitudo contenuta, con valore massimo ML 2.1.
La mappa di scuotimento sismico (ShakeMap), elaborata sulla base dei dati delle reti sismiche e accelerometriche, indica per l’area livelli di scuotimento stimato fino a quasi il IV grado della Scala Mercalli, coerenti con una percezione diffusa da parte della popolazione ma con effetti generalmente limitati sugli edifici.


