
Il mondo del calcio piange Paolo Di Nunno, storico dirigente sportivo scomparso all’età di 77 anni. Una figura che ha segnato profondamente la storia recente del Lecco, club che sotto la sua presidenza è riuscito a tornare in Serie B dopo mezzo secolo di assenza, riportando entusiasmo e ambizione in una piazza che da decenni inseguiva quel traguardo.
La notizia della morte di Di Nunno ha suscitato cordoglio tra tifosi e addetti ai lavori, soprattutto per il legame costruito negli anni con una società che aveva rilevato in un momento delicato, trasformandola progressivamente in una realtà competitiva nel panorama calcistico nazionale.
Il Lecco e il ritorno nella serie cadetta

Il risultato più prestigioso della sua gestione resta lo spareggio vinto contro il Foggia al termine della stagione 2022-23, una sfida che ha spalancato al Lecco le porte della Serie B per la prima volta dopo cinquant’anni. Un’impresa che ha rappresentato il punto più alto di un percorso iniziato nel 2017, quando Di Nunno assunse la guida del club, imprimendo fin da subito un cambio di passo deciso e riconoscibile.
La successiva stagione in cadetteria si è però conclusa con una nuova retrocessione in Serie C, epilogo che ha portato Di Nunno a lasciare la società al termine dell’annata 2023-24, chiudendo un ciclo lungo sette anni e ricco di momenti intensi, tra successi sportivi e tensioni istituzionali.
Un dirigente passionale e senza filtri
Originario di Canosa di Puglia, Di Nunno aveva costruito la propria carriera imprenditoriale nel Nord Italia, mantenendo sempre il calcio come grande passione. Prima dell’esperienza a Lecco aveva guidato il Seregno, mentre negli ultimi anni ricopriva il ruolo di proprietario e presidente della Baranzatese, società lombarda militante in Eccellenza.
Anche in questo caso aveva lasciato il segno, riuscendo a portare il club dalla Promozione all’Eccellenza lombarda, alimentando l’ambizione di un ulteriore salto di categoria. Conosciuto come un presidente vulcanico, diretto e spesso critico verso il sistema calcistico, Di Nunno non ha mai nascosto le proprie opinioni, diventando una figura divisiva ma sempre centrale nelle realtà che ha guidato.
La sua scomparsa chiude una pagina significativa del calcio italiano di provincia, fatta di passione, investimenti personali e di una costante voglia di primeggiare, che ha lasciato un’impronta indelebile soprattutto nella storia del Lecco.


