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Terremoto in Italia, la scossa spaventa tutti: evacuati uffici e scuole

Pubblicato: 23/01/2026 17:18

La terra torna a tremare nel cuore della Calabria, scuotendo un pomeriggio che sembrava scorrere tranquillo. Alle ore 15:20 di oggi, venerdì 23 gennaio, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato un evento sismico di magnitudo 3.8 della scala Richter, con epicentro localizzato nel territorio di Serrastretta, in provincia di Catanzaro. La scossa, originata a una profondità di circa 10 chilometri, ha sprigionato un’energia tale da essere avvertita chiaramente non solo nel capoluogo, ma in un raggio d’azione vastissimo che ha interessato anche la provincia di Cosenza e l’area del Lametino. La vibrazione è stata così netta da spingere i responsabili di alcuni uffici pubblici e diversi istituti scolastici a disporre l’evacuazione immediata a scopo precauzionale, riportando i cittadini in strada nel giro di pochi istanti.

Il panico è corso rapidamente anche sui social network, dove si sono rincorse centinaia di testimonianze dirette che descrivono i secondi di tensione vissuti. “Sentito forte a Catanzaro”, scrive un utente, mentre altri aggiungono dettagli più inquietanti: “Mi si è mosso il divano” e “Una bella botta a Lamezia Terme”. C’è chi descrive un fenomeno acustico oltre che sussultorio, come avvenuto a Marcellinara dove i residenti parlano di una “scossa forte e lungo boato”. Altri ancora raccontano la percezione fisica del sisma: “A Catanzaro forte, ero in piedi e il pavimento tremava e i mobili oscillavano”. Nonostante molti abbiano avuto la sensazione di avvertire “due scosse distinte, ma molto ravvicinate”, i rilievi dell’Ingv hanno chiarito che si è trattato di un unico evento principale, seguito solo un’ora dopo da due micro-scosse di magnitudo inferiore a 2.

Monitoraggio e verifiche sul territorio calabrese

Fortunatamente, nonostante la grande paura, il bilancio attuale non riporta criticità strutturali o feriti. La Sala operativa della Protezione Civile calabrese si è attivata istantaneamente, coordinando i contatti con i sindaci dei centri più vicini all’epicentro. Le verifiche effettuate finora nei comuni dell’Appennino calabrese, situati nella zona pedemontana della Sila, hanno dato esito negativo per quanto riguarda i danni. L’epicentro è stato individuato con precisione a 3 chilometri a nord-est di Serrastretta e Carlopoli, in un’area che comprende tredici piccoli comuni nel raggio di dieci chilometri, tutti a cavallo tra le province di Catanzaro e Cosenza.

La zona interessata è densamente punteggiata da centri abitati: se la scossa ha colpito direttamente i piccoli borghi montani, l’eco del sisma ha raggiunto centri molto popolosi come Lamezia Terme, che conta oltre 70 mila abitanti, e lo stesso capoluogo regionale. L’attenzione resta alta, poiché l’area è storicamente soggetta a attività sismica, ma il rapido intervento delle autorità ha permesso di gestire l’emergenza con ordine.

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