
Si chiamava Davide Borgione il 19enne trovato privo di sensi in strada a Torino nelle prime ore del mattino. Il corpo del giovane è stato rinvenuto intorno alle 3 di notte nel quartiere San Salvario, con accanto la sua bicicletta. Nonostante i lunghi tentativi di rianimazione da parte dell’equipe del 118, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. La notizia ha profondamente colpito la città e chi lo conosceva, riportando l’attenzione su una vicenda ancora tutta da chiarire.
Chi era Davide Borgione
Davide Borgione era un ragazzo di 19 anni con due grandi passioni: il calcio e la musica. Tifoso del Torino, aveva indossato le maglie di diverse società dilettantistiche torinesi, dal Barcanova alla Torinese, coltivando con entusiasmo l’amore per lo sport.
Accanto al calcio, Davide nutriva un forte interesse per la musica. Con il nome d’arte Borgi, aveva pubblicato brani e album, inseguendo il sogno di una carriera da cantante. Un progetto artistico che portava avanti con determinazione e che rappresentava una parte centrale della sua identità.
Il dolore della famiglia, già segnata da un lutto
La tragedia si inserisce in un contesto familiare già profondamente segnato dal dolore. La famiglia Borgione aveva infatti già perso un altro figlio: Andrea, fratello maggiore di Davide, morto nel 2023 all’età di 35 anni a causa di un infarto. Andrea era vice comandante della polizia locale di Vercelli, una figura molto stimata nel suo ambito professionale.
Un doppio lutto che ha colpito duramente i familiari e le comunità che gravitavano attorno ai due fratelli.
Le indagini sulla morte del 19enne
Sulla morte di Davide Borgione indaga la polizia locale, che sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Al momento, le ipotesi principali seguite dagli investigatori sono due: quella di un investimento da parte di un pirata della strada oppure quella di una caduta accidentale.
Il giovane aveva appena lasciato la discoteca Milk, dove aveva trascorso la serata. A poca distanza dal corpo è stata ritrovata la bicicletta a pedalata assistita. Un elemento che solleva interrogativi, soprattutto per l’assenza di segni evidenti di danneggiamento sul mezzo.
Nessun testimone, decisive le telecamere
Non risultano testimoni diretti dell’accaduto. Per questo motivo, sarà fondamentale l’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Gli inquirenti dovranno chiarire se Davide sia caduto autonomamente dalla bici o se sia stato travolto da un veicolo, magari lungo la pista ciclabile o mentre attraversava la strada.
Un automobilista potrebbe essersi allontanato senza prestare soccorso, ma al momento nessuna pista viene esclusa. Le indagini proseguono per dare risposte a una morte che ha lasciato troppi interrogativi e un profondo senso di sgomento.


