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Minneapolis, Trump condivide la foto della pistola e difende l’Ice: “Lasciateli fare il loro lavoro”

Pubblicato: 24/01/2026 20:51

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a intervenire sulla vicenda di Minneapolis, dove oggi un uomo è stato ucciso in strada dagli agenti dell’ICE, condividendo sul suo social Truth una foto della pistola che, secondo il Dipartimento per la sicurezza nazionale, sarebbe stata in possesso dell’uomo ucciso durante l’operazione.
«Questa è la pistola dell’uomo armato, carica, con due caricatori aggiuntivi pieni, pronta a sparare», ha scritto il presidente americano, rilanciando la tesi della legittima difesa da parte dell’agente federale che ha aperto il fuoco.
Nel messaggio, Trump ha poi attaccato apertamente le autorità locali, chiedendosi: «Dov’è la polizia locale? Perché non le è stato permesso di proteggere gli agenti dell’Ice? Il sindaco e il governatore li hanno richiamati?». Secondo il presidente, a molti poliziotti non sarebbe stato consentito di intervenire, costringendo così gli agenti federali a difendersi da soli. «Non è una cosa facile», ha aggiunto.
Trump ha infine ribadito il suo pieno sostegno all’agenzia federale per l’immigrazione: «Lasciate che i nostri patrioti dell’Ice facciano il loro lavoro. Dodicimila criminali immigrati clandestini, molti dei quali violenti, sono stati arrestati e portati via dal Minnesota. Se fossero ancora lì, vedreste qualcosa di molto peggio di quello a cui state assistendo oggi».

Parole che contribuiscono ad alzare ulteriormente il livello dello scontro politico, in un clima già segnato da proteste, accuse incrociate e forti tensioni tra Casa Bianca, autorità locali e comunità coinvolte.

«Il sindaco e il governatore stanno incitando all’insurrezione con la loro retorica pomposa, pericolosa e arrogante», ha scritto Trump, puntando il dito contro la leadership democratica del Minnesota. Secondo il presidente, le dichiarazioni dei due amministratori locali contribuirebbero ad alimentare disordini e tensioni, invece di favorire la stabilità.

Trump ha poi accusato Walz e Frey di ipocrisia, sostenendo che dovrebbero piuttosto occuparsi di presunte irregolarità economiche: «Questi ipocriti politici dovrebbero cercare i miliardi di dollari che sono stati rubati al popolo del Minnesota e degli Stati Uniti».

Le accuse su frodi e sicurezza

Nel suo messaggio, il presidente ha parlato di una «massiccia frode monetaria», affermando che «sono state rubate decine di miliardi di dollari a quello che un tempo era un grande Stato». Trump ha collegato la situazione anche al tema dell’immigrazione, sostenendo che «criminali illegali» sarebbero riusciti a infiltrarsi nel Minnesota a causa delle «politiche di frontiere aperte dei Democratici».

«Vogliamo indietro i soldi, subito», ha aggiunto, promettendo che «coloro che hanno rubato questi fondi andranno in prigione, dove dovrebbero stare».

«Una copertura per un grande furto»

Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Trump ha paragonato quanto starebbe accadendo in Minnesota a una rapina su larga scala. «La situazione non è diversa da una rapina in una banca di grandi dimensioni», ha scritto, sostenendo che «gran parte di ciò a cui state assistendo è una copertura per questo furto e questa frode».

Le parole del presidente alimentano ulteriormente il clima di forte polarizzazione politica, in un contesto già segnato da proteste, scontri istituzionali e accuse incrociate tra governo federale e autorità locali. Al momento non sono arrivate repliche ufficiali da parte del governatore Walz o del sindaco Frey, ma il confronto politico appare destinato a intensificarsi.
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