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Salvini contro: «C’è chi pensa solo alla poltrona. Sciocco chi esce dalla Lega: finisce nel nulla

Pubblicato: 25/01/2026 13:23

«C’è chi pensa solo alla poltrona. Sciocco chi esce dalla Lega: finisce nel nulla. Auguri, buon viaggio, senza rancore e col sorriso». Con queste parole Matteo Salvini accompagna di fatto alla porta il generale Roberto Vannacci, vicesegretario ed eurodeputato leghista, pronto ad annunciare la nascita di un nuovo partito ultrasovranista.

Non siamo allo scontro frontale che nel 2010 vide protagonisti Fini e Berlusconi, ma il messaggio del leader della Lega è altrettanto chiaro. Salvini non cita mai direttamente Vannacci, ma il riferimento è apparso evidente a tutti.

La resa dei conti va in scena a Rivisondoli, davanti a oltre mille persone arrivate per assistere all’intervento conclusivo del segretario federale. Dal palco, il vicepremier sceglie toni duri ma controllati, scandendo ogni parola.

«Se lungo il cammino lo zaino si alleggerisce di peso improduttivo, lo lasciamo volentieri agli altri», attacca Salvini, tra gli applausi della platea. «La Lega non ha bisogno di pesi improduttivi», aggiunge, rafforzando il concetto.

Il riferimento alla possibile uscita di Vannacci dal partito diventa esplicito quando il leader leghista parla di seggi e convenienza politica: «Qualcuno pensa che il suo posto sia più garantito altrove? Vai».

Poi arriva la frase più netta, che suona come una chiusura definitiva: «La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla». Un avvertimento che sembra rivolto direttamente all’eurodeputato.

Negli ultimi mesi Roberto Vannacci era diventato una figura sempre più ingombrante all’interno del partito, con posizioni radicali che avevano creato tensioni nei vertici e nella base.

Il progetto di un nuovo partito sovranista non sembra però preoccupare Salvini, che rivendica la compattezza della Lega e la solidità della sua leadership.

Il messaggio finale è chiaro: chi resta è dentro il progetto, chi sceglie un’altra strada è libero di farlo. Senza strappi plateali, ma con una linea politica che Matteo Salvini non intende mettere in discussione.

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