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“Addio, campione”. Calcio italiano in lutto, talento enorme e un record imbattuto

Pubblicato: 26/01/2026 09:59

Un lutto profondo ha colpito nelle ultime ore il calcio italiano, scosso dalla scomparsa di una figura che ha attraversato decenni di storia sportiva con discrezione, competenza e grande umanità. Una notizia arrivata in silenzio, come spesso accade per gli uomini che hanno lasciato il segno senza mai cercare i riflettori, ma che ha iniziato a rimbalzare rapidamente tra addetti ai lavori, tifosi e appassionati.
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Nei primi ricordi che emergono c’è soprattutto il profilo di un calciatore di talento, cresciuto nel settore giovanile del Milan, capace di bruciare le tappe fino a esordire giovanissimo con la maglia rossonera. A 20 anni riuscì addirittura a segnare una tripletta in Coppa dei Campioni, record ancora imbattuto in casa Milani, e un traguardo che lo proiettò tra le promesse più interessanti del panorama nazionale, condividendo il campo anche con Gianni Rivera, simbolo di un’epoca irripetibile del calcio italiano.

Calcio italiano in lutto per ‘Ciapina’

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, quella stessa passione per il gioco si è trasformata in una lunga e articolata carriera da allenatore, vissuta sulle panchine di numerosi club italiani. Un percorso fatto di piazze diverse, categorie impegnative e stagioni intense, sempre affrontate con professionalità e uno stile diretto, capace di lasciare un segno umano prima ancora che tecnico. È in questo momento della sua storia che il suo nome torna con forza alla memoria di molti.

Si tratta di Paolo Ferrario, per tutti “Ciapina”, scomparso all’età di 83 anni a Cesenatico, città nella quale viveva da moltissimo tempo. Malato da alcuni mesi, Ferrario è morto martedì scorso, ma la notizia è stata resa pubblica solo nelle ultime ore. I figli Raffaele, Niki e Renzo hanno comunicato che il padre è stato sepolto nel cimitero della città romagnola, scegliendo un commiato riservato e lontano dai clamori.

Tra le tappe più significative della sua carriera da tecnico spicca senza dubbio l’esperienza con il Trento Calcio, club che guidò per tre stagioni, dal 1986 al 1988 e poi ancora nell’annata 1990-1991. In particolare, la stagione 1987-1988 resta scolpita nella storia gialloblù: Ferrario stabilì il record di punti del club nell’era dei due punti a vittoria, portando il Trento al settimo posto in serie C1, il miglior risultato di sempre della storia aquilotta, eguagliato soltanto lo scorso anno dalla squadra allenata da Luca Tabbiani.

Nel corso della sua lunga carriera Ferrario ha allenato anche Messina, Brescia (dove nella stagione 1996-1997 guidò la Primavera e l’anno successivo subentrò a Materazzi sulla panchina della prima squadra), Cesena, Venezia, Ospitaletto, Ravenna, Triestina, Rimini e Olbia, costruendo ovunque rapporti solidi e lasciando il ricordo di un uomo schietto, preparato e profondamente legato ai valori dello sport.

Il Trento Calcio ha voluto ricordarlo con un messaggio ufficiale pubblicato sui propri canali, sottolineando non solo la sua competenza calcistica, ma anche le qualità umane e la grande simpatia che lo rendevano una presenza amata in città. “A.C. Trento 1921 partecipa con profondo cordoglio al lutto che ha colpito la famiglia Ferrario per la scomparsa di Paolo, storico allenatore gialloblù. Ferrario, per tutti soprannominato “Ciapina”, ha ricoperto il ruolo di tecnico del Trento in più campionati, guidando gli aquilotti nelle stagioni 1986-1987, 1987-1988, annata in cui fece registrare il record di punti nell’era dei due punti per vittoria, e 1990-1991, collezionando complessivamente oltre 90 panchine alla guida della prima squadra. Un percorso contraddistinto da professionalità, competenza e attaccamento ai colori gialloblù”.

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