
Si infittisce il mistero attorno alla morte di Alexander Adarich, ex banchiere ucraino di 54 anni, precipitato venerdì pomeriggio dal quarto piano di un palazzo in via Nerino, a Milano. Gli investigatori avrebbero individuato segni di costrizione sui polsi, un dettaglio che rafforza l’ipotesi di un omicidio.
A chiarire le cause del decesso sarà l’autopsia, prevista per la prossima settimana. Gli inquirenti vogliono accertare se l’uomo fosse già privo di vita al momento della caduta, avvenuta da un’altezza di circa quindici metri.
L’indagine della Procura e il ruolo delle telecamere
L’inchiesta è coordinata dal pm Rosario Ferracane e affidata alla Squadra Mobile della Questura di Milano, diretta da Alfonso Iadevaia. Al momento, l’ipotesi dell’omicidio viene definita dagli inquirenti come “concreta”.
Fondamentale sarà l’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza. Le immagini mostrano Adarich entrare nel palazzo nel pomeriggio. Subito dopo la caduta, la portinaia dello stabile – accorsa nel cortile dopo aver sentito il tonfo – avrebbe visto una persona affacciarsi a una finestra, quindi scendere le scale e uscire dall’edificio, chiedendole in inglese cosa fosse accaduto.
Gli stessi sistemi di videosorveglianza hanno ripreso due uomini allontanarsi dallo stabile nei momenti immediatamente successivi alla precipitazione. Ora gli investigatori stanno incrociando questi frame con le telecamere della zona per risalire all’identità dei soggetti, al momento ancora ignoti.
Il viaggio da Madrid e gli interrogativi sul soggiorno milanese
Adarich era arrivato a Milano venerdì, in giornata, con un volo proveniente dalla Spagna, dove vive con la sua seconda moglie. Quest’ultima è già stata sentita dagli investigatori e ha riferito che il marito le aveva comunicato la partenza per l’Italia.
Resta però da chiarire il motivo del viaggio e soprattutto chi dovesse incontrare nel capoluogo lombardo. L’uomo aveva affittato una stanza in un b&b per due giorni, ma l’alloggio risultava intestato a un’altra persona.
All’interno della stanza non sono stati trovati effetti personali dell’ex banchiere, ma solo i suoi documenti ucraini. Quelli rumeni, invece, erano addosso a lui: secondo fonti qualificate, entrambi sarebbero autentici, dal momento che Adarich aveva doppia cittadinanza.
Attesa per l’autopsia
L’esame autoptico sarà decisivo per stabilire tempi e modalità della morte, verificare la presenza di eventuali lesioni precedenti alla caduta e chiarire se la precipitazione sia stata l’atto finale di un’aggressione.
Nel frattempo, gli investigatori proseguono con l’analisi dei video e con gli accertamenti sui contatti dell’uomo nelle ore precedenti al decesso, nel tentativo di ricostruire le ultime tappe della sua permanenza a Milano e fare piena luce su un caso che presenta sempre più i contorni di un giallo internazionale.


