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Allerta per il rientro del razzo cinese: la zona di rischio

Pubblicato: 30/01/2026 14:40

Un detrito spaziale cinese da circa 11 tonnellate è atteso al rientro incontrollato nell’atmosfera terrestre entro la tarda mattinata di oggi, venerdì 30 gennaio 2026. Si tratta del segmento di razzo ZQ-3 R/B, lungo circa 13 metri, che secondo le analisi potrebbe non disintegrarsi completamente e raggiungere il suolo.

Nelle prime stime diffuse dai centri europei di monitoraggio, anche l’Italia figurava tra le possibili aree interessate dalla traiettoria. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti forniti dai Centri Operativi di Sorveglianza e Tracciamento Spaziale dell’UE (EU SST) indicano che il nostro Paese sarebbe ora fuori pericolo.

Le possibili aree di caduta

«Considerata l’inclinazione dell’orbita del detrito, potrebbe colpire Stati Uniti ed Europa centro-meridionale», avevano spiegato in precedenza gli esperti europei. Con il progressivo affinamento dei calcoli, la finestra di incertezza si è ridotta e l’area di rischio è stata ricalibrata, escludendo al momento la penisola italiana.

Restano comunque sotto osservazione alcune zone dell’Europa settentrionale, tra cui Polonia e Regno Unito, anche se le probabilità di impatto in aree abitate vengono definite molto basse. Il Centro Operativo Italiano, responsabile del servizio europeo di analisi dei rientri, continua a seguire l’evoluzione della traiettoria per fornire aggiornamenti in tempo reale.

Un oggetto che potrebbe non disintegrarsi

A differenza di frammenti più piccoli, il razzo ZQ-3 R/B, per dimensioni e massa, potrebbe sopravvivere parzialmente all’attrito con l’atmosfera. In questi casi, eventuali detriti che raggiungono il suolo tendono comunque a cadere in aree remote o oceaniche, ma il rischio teorico di danni materiali non può essere escluso a priori.

Episodi simili si sono già verificati negli ultimi anni: nel 2024 un frammento di razzo cinese è precipitato in Kenya, mentre nel 2020 un altro detrito spaziale aveva raggiunto la Costa d’Avorio. In entrambi i casi non si registrarono feriti, ma gli eventi riaccesero il dibattito internazionale sulla gestione dei rientri incontrollati.

Le critiche e il problema dei rientri

Le agenzie spaziali occidentali da tempo sollecitano procedure più rigorose per garantire rientri controllati, che dovrebbero avvenire preferibilmente in aree oceaniche remote, come il cosiddetto “Punto Nemo” nel Pacifico meridionale. Tuttavia, non sempre è tecnicamente possibile governare con precisione la fase finale della discesa di grandi oggetti in orbita.

Il caso del razzo cinese riporta l’attenzione su un tema destinato a diventare sempre più centrale con l’aumento del traffico spaziale: la gestione dei detriti orbitali e la sicurezza delle popolazioni a terra.

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Ultimo Aggiornamento: 30/01/2026 14:45

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