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Omicidio Paganelli, Manuela Bianchi interrogata per ore: il regalo a Dassilva dopo il delitto, le confidenze all’amica

Pubblicato: 30/01/2026 09:10

È durata oltre sei ore l’audizione di Manuela Bianchi davanti agli inquirenti, convocata a sorpresa in Procura nell’ambito del procedimento per l’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa a Rimini. Un interrogatorio fiume che segna un nuovo passaggio delicato in un’inchiesta già complessa, mentre si attende, nelle stesse ore, una decisione chiave sul destino giudiziario di Louis Dassilva, imputato per il delitto.

Per l’ex amante di Bianchi, 35 anni, è infatti attesa per oggi, venerdì 30 gennaio, la pronuncia del Tribunale del Riesame di Bologna sulla custodia cautelare in carcere, richiesta che chiude un capitolo centrale della fase preliminare del processo.
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Convocazione a sorpresa e sospetti di false dichiarazioni

La chiamata in Procura per Manuela Bianchi è arrivata in modo del tutto inatteso, subito dopo la deposizione in aula di una sua amica storica, ascoltata come testimone nel processo. Secondo l’accusa, Bianchi avrebbe mentito nelle prime fasi dell’indagine per proteggere Dassilva, circostanza che le è già valsa un’iscrizione nel registro degli indagati per favoreggiamento.

In origine, la nuora di Pierina Paganelli aveva dichiarato di aver scoperto da sola il corpo della suocera e di aver contattato l’ex amante solo in un secondo momento, dopo aver chiesto aiuto ad alcuni vicini. Una versione che, con il proseguire degli accertamenti, si è progressivamente incrinata.

Secondo quanto emerso successivamente, sarebbe stato invece Dassilva, durante un incontro segreto nel garage di via del Ciclamino nell’ottobre 2023, a informare Bianchi della presenza del cadavere e a fornirle precise indicazioni su cosa dire e come comportarsi.

Le incongruenze e il nodo dell’intercettazione

Il nuovo interrogatorio si inserisce in un quadro reso ancora più articolato dalle contraddizioni emerse nella testimonianza dell’amica di Bianchi, giudicata dagli inquirenti ricca di “non ricordo” e passaggi poco chiari. Proprio per questo, la Procura sta lavorando a una verifica incrociata delle dichiarazioni, anche in vista della decisione del Riesame su Dassilva.

Al centro dell’audizione di sei ore ci sarebbe in particolare un’intercettazione ambientale tra Manuela Bianchi e la confidente. Dal contenuto di quella conversazione, secondo l’accusa, la testimone in Corte d’Assise si sarebbe discostata in maniera significativa. Una discrepanza tale da spingere il pm Paci a richiedere le trascrizioni dell’udienza, valutando l’ipotesi di una falsa testimonianza.

Il regalo dopo il delitto e i rapporti con Dassilva

Durante la deposizione in aula, l’amica aveva anche riferito un episodio finora inedito, collocato nel gennaio 2024, dunque mesi dopo l’omicidio di Pierina Paganelli. In quel periodo, secondo il racconto, Manuela Bianchi avrebbe regalato a Louis Dassilva un ciondolo a forma di Africa, nonostante l’uomo avesse già interrotto i contatti, bloccandola sui social e sulle applicazioni di messaggistica.

Un dettaglio che, per l’accusa, potrebbe contribuire a delineare la natura del rapporto tra i due anche dopo il delitto. Secondo la testimone, infatti, Bianchi avrebbe tentato in ogni modo di riallacciare i rapporti e di “chiarirsi con Louis”, un comportamento ritenuto rilevante dagli investigatori.

Sei ore di interrogatorio e la posizione di Bianchi

Nel corso dell’audizione, durata l’intero pomeriggio, è circolata anche l’ipotesi di un possibile aggravamento della posizione giudiziaria di Manuela Bianchi. Uno scenario che, tuttavia, è stato smentito dal pool difensivo, composto dall’avvocata Nunzia Barzan e dal consulente Davide Barzan, secondo i quali l’interrogatorio rientra in una fase di chiarimento e non prelude a nuove contestazioni immediate.

Il quadro resta dunque aperto. Da un lato, l’attesa per la decisione del Riesame sulla detenzione di Dassilva; dall’altro, l’approfondimento sulla credibilità delle testimonianze e sul ruolo effettivo di Manuela Bianchi nella ricostruzione dei fatti. Un mosaico giudiziario che, tassello dopo tassello, continua ad ampliarsi attorno alla morte di Pierina Paganelli, mentre la Procura stringe il cerchio sulle versioni fornite fin dall’inizio dell’inchiesta.

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