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Torino a ferro e fuoco per la manifestazione pro-Askatasuna: scontri e feriti, poliziotto aggredito brutalmente

Pubblicato: 31/01/2026 21:45

Un agente di polizia è stato circondato e aggredito da un gruppo di manifestanti durante il corteo di oggi a Torino per la riapertura del centro sociale Askatasuna. In dieci contro uno, alcuni con scudi artigianali e almeno un martello, hanno colpito il poliziotto in corso Regina Margherita, nei pressi del Campus universitario Luigi Einaudi. L’assalto si è interrotto solo grazie all’intervento di un collega.
Le immagini dell’aggressione, diffuse sui social, documentano uno dei momenti più violenti di una giornata degenerata in vera e propria guerriglia urbana.

Leggi anche: Torino, chi è il poliziotto preso a martellate alla manifestazione

Un’ora di scontri tra corso Regina e il Campus Einaudi

Tra le 18.30 e le 19.30 l’area attorno all’ex sede di Askatasuna è stata teatro di scontri continui. Un folto gruppo di manifestanti ha improvvisamente estratto scudi improvvisati, dando il via agli scontri con le forze dell’ordine. In pochi minuti la tensione è esplosa: cassonetti incendiati, lancio di pietre, fumogeni, petardi e bombe carta hanno trasformato la strada in un campo di battaglia.
Alcuni gruppi si sono staccati dal corteo principale raggiungendo anche il Campus Einaudi, lungo il fiume Dora, dove sono stati lanciati fuochi d’artificio contro gli agenti, che hanno risposto con lacrimogeni per disperdere i manifestanti. In corso Regina Margherita sono state innalzate barricate con bidoni dei rifiuti ed è stata data alle fiamme anche un’auto.
Per circa un’ora e mezza la zona è rimasta sotto assedio, prima che i manifestanti arretrassero. Gli scontri sono poi proseguiti a distanza lungo Dora Firenze, mentre le forze dell’ordine hanno continuato a presidiare le aree più sensibili.

Aggredita anche una troupe Rai

Durante i disordini è stata presa di mira anche una troupe Rai impegnata nelle riprese del programma Far West. La giornalista Bianca Leonardi e il suo filmmaker sono stati aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi, mentre venivano lanciati sassi e distrutta parte dell’attrezzatura.
In una nota, la Rai ha condannato con fermezza l’episodio, definendolo un’azione violenta e organizzata con l’obiettivo di impedire al servizio pubblico di documentare quanto stava accadendo. L’azienda ha espresso piena solidarietà ai colleghi, ribadendo che attaccare i giornalisti significa colpire il diritto dei cittadini a essere informati.

Migliaia in piazza, poi la degenerazione

Alla manifestazione hanno partecipato migliaia di persone arrivate da tutta Italia e anche dall’estero. Nel pomeriggio erano partiti tre cortei distinti, con concentramenti in piazza XVIII Dicembre, Porta Nuova e Palazzo Nuovo, destinati a ricongiungersi in piazza Vittorio.
La situazione è precipitata poco dopo le 17, quando alcuni manifestanti hanno tentato di raggiungere l’ex sede del centro sociale, forzando i cordoni di sicurezza. Da quel momento il corteo si è trasformato in uno scenario di scontri diffusi, con lanci di oggetti, uso di lacrimogeni e interventi degli idranti.

Feriti e manifestanti portati via

Nel corso dei disordini almeno due manifestanti sono stati portati via dalle forze dell’ordine. Si registrano anche feriti, tra cui un giornalista colpito a una gamba da una pietra. In diverse zone del quartiere Vanchiglia e del centro molti negozi hanno abbassato le serrande per precauzione.
In serata, dopo il ritiro dei gruppi più violenti da corso Regina Margherita, la situazione è gradualmente rientrata, ma resta il bilancio di una giornata segnata da gravi episodi di violenza, culminati nell’aggressione al poliziotto colpito a martellate.

Piantedosi: “Vigliacco e infame pestaggio”. La premier Meloni: “Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari”

Dura la presa di posizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che sui social ha parlato di “vigliacco e infame pestaggio” ai danni dell’agente, definendo i responsabili “squadristi rossi”. Piantedosi ha sottolineato l’urgenza di adottare “nuovi e più forti strumenti” contro chi si nasconde dietro il diritto di manifestare per compiere atti di violenza.

Il ministro ha annunciato che già dalla prossima settimana il governo lavorerà a nuove norme, ribadendo che “la Repubblica italiana ha già sconfitto il terrorismo e sconfiggerà anche questo movimento antagonista ormai chiaramente eversivo”, assicurando che l’aggressione non resterà impunita.

Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità”, ha scritto sui social, esprimendo pieno sostegno alle forze dell’ordine, ai giornalisti e a chi rispetta le regole della convivenza civile.

Mattarella chiama Piantedosi: “Solidarietà agli agenti”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell’ordine che hanno subito violenze. Lo si apprende dal Quirinale.

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Ultimo Aggiornamento: 31/01/2026 22:23

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