Vai al contenuto

Furti con il Pos in tasca, in Italia spopola la nuova truffa: “Ti svuotano il conto senza toccarti”

Pubblicato: 01/02/2026 16:08

Un nuovo fronte del borseggio tecnologico sta emergendo nelle strade più affollate, colpendo residenti e turisti senza contatto fisico e senza che le vittime se ne accorgano nell’immediato. A Napoli (provincia di Napoli) si moltiplicano le segnalazioni di furti con Pos portatile, una tecnica silenziosa che sfrutta i pagamenti contactless e che sta attirando l’attenzione degli investigatori per le dimensioni potenzialmente molto più ampie del fenomeno.

La dinamica è subdola e si consuma in pochi secondi, spesso su bus affollati, in metropolitana o lungo le strade più frequentate. Chi subisce il furto non avverte spinte né sfioramenti e continua a camminare ignaro, finché non arriva una notifica bancaria che segnala un pagamento mai autorizzato. È in quel momento che ci si rende conto di aver perso denaro, quasi sempre 50 euro, la cifra massima consentita senza l’inserimento del pin.

Il raggiro invisibile tra folla e mezzi pubblici

Una delle vittime racconta di non aver percepito nulla, nessun contatto, nessun segnale d’allarme. Il furto sarebbe avvenuto mentre si trovava in una zona centrale della città, ma gli investigatori chiariscono che episodi simili possono verificarsi ovunque ci sia alta densità di persone. I ladri si muovono con smartphone e Pos portatili, collegati via bluetooth, e si limitano ad avvicinarsi per pochi istanti alle tasche o alle borse delle vittime.

L’operazione viene ripetuta più volte nel corso della giornata, prelevando piccole somme che spesso non spingono subito alla denuncia. Tuttavia, secondo le stime degli inquirenti, moltiplicando i singoli pagamenti per decine di passaggi, in un solo viaggio si possono incassare fino a 2.000 euro, trasformando i microfurti in un vero flusso di denaro.

Come funziona il furto col Pos nascosto

Il meccanismo sfrutta il chip wireless presente nelle carte e nei telefoni. Avvicinando il Pos a una carta contactless, il pagamento parte automaticamente, senza pin e senza che il titolare debba compiere alcuna azione. Non si tratta di phishing né di clonazione, ma di transazioni reali e immediate, che vengono poi difficilmente recuperate.

Le indagini seguono il percorso del denaro, che spesso finisce su carte prepagate intestate a soggetti stranieri e su Pos associati a sim anonime. Gli investigatori tengono sotto osservazione alcune aree della città, come la zona Mercato e il Vasto, e non escludono il coinvolgimento di specialisti stranieri. In passato episodi simili erano già stati segnalati anche in altre zone turistiche, confermando che il fenomeno non è isolato.

Come difendersi dai borseggiatori tecnologici

La prevenzione passa prima di tutto dall’attenzione, soprattutto nei luoghi affollati e caotici. Le forze dell’ordine spiegano che i pagamenti tramite smartphone risultano generalmente più sicuri rispetto alle carte fisiche, perché richiedono un atto volontario, un codice o il riconoscimento biometrico.

Per chi utilizza ancora carte contactless nel portafoglio, il consiglio è di ricorrere a un portafogli schermato, capace di isolare il segnale e impedire le letture indesiderate. Soluzioni che non eliminano del tutto il rischio, ma che possono ridurre sensibilmente la possibilità di subire un furto invisibile, sempre più diffuso e difficile da individuare.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure