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Torino, parla Alessandro Calista. Il poliziotto 29enne preso a martellate durante il corteo per Askatasuna

Pubblicato: 01/02/2026 08:45

L’orrore di un linciaggio sventato per un soffio è ancora impresso negli occhi di Alessandro Calista, il giovane agente di 29 anni che ieri ha vissuto i minuti più lunghi della sua vita tra le strade di Torino. Dalla barella del pronto soccorso delle Molinette, il poliziotto del reparto mobile di Padova ha ripercorso quegli istanti di puro terrore: «Mi sono ritrovato da solo tra gli incappucciati, non so quanti fossero ma erano tanti, sono finito per terra, ho perso il casco mentre mi prendevano a calci, ho provato a proteggermi la testa, poi ho sentito un dolore terribile alla coscia…».

Calista era giunto in città per rinforzare l’apparato di sicurezza coordinato dal questore Massimo Gambino, in occasione della manifestazione legata allo sgombero di Askatasuna. Un servizio d’ordine che si è trasformato in un corpo a corpo brutale quando il nucleo più violento dei manifestanti ha isolato l’agente. Mentre era a terra, schiacciato contro un’auto, è stato raggiunto da una raffica di colpi e da una martellata alla coscia sinistra. Nonostante lo shock, ha risposto al telefono al capo della Polizia Vittorio Pisani e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, trovando la forza di rassicurare tutti, sebbene il pensiero fisso rimanesse alla giovane moglie e al suo bimbo piccolo.

Il salvataggio provvidenziale e la furia degli incappucciati

Le immagini del pestaggio, diventate virali in pochi minuti, raccontano una violenza inaudita. Calista, originario di Pescara e in servizio da quattro anni, è stato accerchiato da una decina di individui che lo hanno inseguito e travolto. Se il colpo di martello lo avesse centrato al capo, rimasto scoperto dopo la perdita del casco, le conseguenze sarebbero state fatali. A strapparlo alla furia del branco è stato un collega di reparto che, accortosi dell’isolamento di Alessandro, ha avuto il coraggio di tornare indietro tra la folla ostile: «Grazie, grazie…», ha ripetuto l’agente con un filo di voce ai compagni che gli facevano scudo nei pressi del campus Luigi Einaudi.

Il bollettino medico parla di contusioni multiple al torace, alle gambe e alle braccia, oltre alla ferita lacero-contusa alla gamba. «Ha bisogno di riposare», spiegano i sanitari, mentre altri agenti feriti e medicati si stringono attorno a lui. La serata torinese si è chiusa con la visita istituzionale del sindaco Stefano Lo Russo e del governatore Alberto Cirio, giunti in ospedale per testimoniare la solidarietà di una città scossa da bombe carta, sassi e cocci di bottiglia. Alessandro Calista è salvo, ma il bilancio di una decina di feriti tra le forze dell’ordine segna una ferita profonda nella gestione dell’ordine pubblico cittadino.

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Ultimo Aggiornamento: 01/02/2026 09:04

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