
Emergono nuove registrazioni inedite di Michael Jackson in cui il re del pop parlava apertamente della sua relazione con i bambini. Le dichiarazioni, raccolte dal rabbino Shmuley Boteach nove anni prima della morte del cantante, sono al centro del documentario britannico «Michael Jackson: The Trial», che torna a esplorare il processo del 2005. In quell’occasione Jackson fu assolto dalle accuse di pedofilia, ma il caso segnò profondamente la sua carriera e la percezione pubblica della sua immagine.
«Ci sono bambini che mi ricoprono di amore… vogliono toccarmi, abbracciarmi… e io voglio essere un amico», confessava Jackson. «A volte finisco nei guai. Se ora mi dicessero: “Michael, non vedrai più un bambino”, mi ucciderei… Non ho nient’altro per cui vivere». Le parole rivelano un legame emotivo e intenso, percepito dallo stesso cantante come fondamentale nella sua vita.
Il punto di vista del rabbino
Boteach, che per anni è stato guida spirituale di Jackson, sostiene di credere nell’innocenza del cantante. «Per me è quasi impossibile che Michael abbia fatto del male a un bambino. Sicuramente si è comportato in maniera inappropriata. Un uomo adulto non può condividere un letto con un minore, ma non credo ci fosse qualcosa di sessuale», spiega alle telecamere britanniche.
Il riferimento riguarda il caso di Gavin Arvizo, il tredicenne malato di cancro che incontrò Jackson al ranch di Neverland e che, secondo il documentario del 2003 «Living with Michael Jackson», dormiva spesso nel letto del cantante. La vicenda portò a una causa civile, alla perquisizione della villa di Jackson e alla scoperta di immagini di minori in pose compromettenti. Pur non essendo mai stato condannato, il processo danneggiò irreparabilmente la sua reputazione fino alla morte nel 2009.
Accuse e controversie
Diverse fonti continuano a sostenere la colpevolezza di Jackson. Vincent Amen, membro del team di relazioni pubbliche del cantante, afferma nel documentario che «per anni le prove sono state insabbiate e chi sapeva è stato messo a tacere». Secondo Amen, nel circolo più vicino a Jackson molti erano a conoscenza di comportamenti inappropriati.
È noto che nel 1993 il cantante pagò 20 milioni di dollari a Jordan Chandler per chiudere una controversia legale e che altri due ex amici, Wade Robson e James Safechuck, hanno presentato nuove accuse, con una causa contro gli eredi del musicista prevista per il 2027. Nonostante tutto, il successo della sua musica non è diminuito: con 66 milioni di ascolti mensili su Spotify e spettacoli come Thriller – Live e MJ the Musical, il mito di Jackson continua a vivere anche tra le nuove generazioni.
Per aprile è inoltre prevista l’uscita del film Michael, diretto da Antoine Fuqua, con il nipote Jaafar nel ruolo del protagonista, confermando come Michael Jackson rimanga un’icona culturale, paragonabile a figure come Elvis Presley o Freddie Mercury, pur nella controversia che accompagna il suo nome.


