
Fino a 1.392 euro al mese per assistere anziani non autosufficienti: è la Prestazione Universale, il nuovo bonus anziani gestito dall’Inps e introdotto dal Decreto Anziani. Attiva in via sperimentale dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, la misura integra l’indennità di accompagnamento (circa 542 euro) con una quota aggiuntiva fino a 850 euro dedicata alle spese di assistenza domiciliare, come badanti o servizi sanitari a casa.
La Prestazione Universale nasce per alleviare il peso economico sulle famiglie che curano parenti ultraottantenni in condizioni di fragilità estrema. Il contributo totale può raggiungere i 1.392 euro mensili, rendendo più sostenibile l’assistenza non residenziale e favorendo la permanenza dell’anziano nel proprio ambiente familiare.
A chi spetta il bonus anziani? Possono richiederlo gli over 80 con disabilità gravissima o necessità di assistenza continua 24 ore su 24, come definito dal DM del 26 settembre 2016. È indispensabile essere titolari dell’indennità di accompagnamento e avere un ISEE (ordinario o sociosanitario con nucleo ristretto) non superiore a 6.000 euro.
La soglia economica è stringente: l’ISEE deve essere in corso di validità e non superare i 6mila euro. Superare anche di poco questo limite comporta l’esclusione automatica dalla misura, pensata per le situazioni di maggiore indigenza e bisogno assistenziale.

Come presentare la domanda per la Prestazione Universale? La richiesta va inoltrata online sul portale Inps tramite il servizio dedicato “Decreto Anziani – Prestazione Universale”, utilizzando SPID, CIE o CNS. In alternativa, ci si può rivolgere a un patronato per assistenza gratuita nella compilazione.
Durante la procedura telematica è obbligatorio compilare un questionario per certificare il bisogno assistenziale gravissimo. Vanno indicati il numero di componenti del nucleo familiare (escluso il richiedente), i dati anagrafici dei familiari e la presenza di eventuali disabili con il relativo grado di invalidità.
Per ottenere la quota integrativa di 850 euro, occorre dimostrare le spese effettive sostenute per l’assistenza. Tra i documenti richiesti: contratti di lavoro domestico per badanti, buste paga firmate, fatture di servizi domiciliari e ricevute di pagamento (quietanzate o con prova bancaria).
Una volta accettata la domanda, la documentazione probatoria va caricata entro 30 giorni dalla notifica Inps. Il mancato rispetto della scadenza comporta la perdita del diritto alla quota aggiuntiva per quel periodo, con rischio di decadenza parziale o totale del beneficio.
La Prestazione Universale rappresenta un aiuto concreto per migliaia di famiglie italiane, ma resta una misura temporanea fino al 31 dicembre 2026. Per non perdere l’opportunità, è consigliabile verificare subito i requisiti e presentare la domanda il prima possibile tramite il sito Inps o un patronato qualificato.


