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Diritto alla riparazione, dal 31 luglio cambia tutto: più tutele anche fuori garanzia

Pubblicato: 28/07/2026 11:15

Dal 31 luglio gli Stati membri dell’Unione europea, Italia compresa, dovranno recepire la direttiva Ue 2024/1799, che introduce il cosiddetto diritto alla riparazione. La normativa punta a prolungare la vita di elettrodomestici, smartphone, tablet e di numerosi altri beni di consumo, rendendo la riparazione un’alternativa concreta alla sostituzione e favorendo un modello più sostenibile, con meno sprechi e una riduzione dei rifiuti.

Tra le novità principali figura l’obbligo, per i produttori, di riparare i prodotti tecnicamente recuperabili anche dopo la scadenza della garanzia legale. Prima di effettuare qualsiasi intervento, il riparatore dovrà consegnare al cliente un modulo con tutte le informazioni essenziali, comprese la tipologia dell’intervento, i tempi previsti e il costo. Le condizioni indicate resteranno valide per 30 giorni, consentendo al consumatore di confrontare eventuali altre offerte.

Riparazioni, ricambi e garanzie: cosa cambia

La direttiva stabilisce inoltre che la riparazione dovrà essere gratuita oppure proposta a un prezzo ragionevole, in modo da non scoraggiare il consumatore. Se il bene non sarà riparabile, il produttore potrà offrire un prodotto ricondizionato come alternativa.

Il consumatore manterrà comunque la libertà di rivolgersi a qualsiasi tecnico qualificato. Il produttore, infatti, non potrà rifiutare la riparazione soltanto perché il dispositivo è stato in precedenza riparato da un altro operatore. Nel caso di aziende con sede fuori dall’Unione europea, gli obblighi ricadranno sul rappresentante autorizzato nell’Ue o sull’importatore.

La normativa interessa un ampio numero di prodotti, tra cui lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, frigoriferi, aspirapolvere, smartphone, tablet, televisori, monitor, server, sistemi di archiviazione dati, oltre a dispositivi alimentati a batteria come e-bike e monopattini elettrici. L’elenco potrà essere ampliato in futuro dalla Commissione europea con l’inserimento di nuove categorie di prodotti.

Una piattaforma europea entro il 2027

Tra gli obblighi introdotti c’è anche quello di garantire la disponibilità di pezzi di ricambio e strumenti per le riparazioni a costi accessibili, evitando che sostituire un componente risulti più oneroso dell’acquisto di un prodotto nuovo.

Importante anche la novità sulla garanzia: quando un prodotto ancora coperto viene riparato anziché sostituito, la copertura si estenderà di ulteriori dodici mesi dalla data dell’intervento, fermo restando il diritto del consumatore di scegliere tra riparazione e sostituzione nei casi previsti dalla legge.

Entro il 31 luglio 2027 dovrà inoltre essere attivata una piattaforma online europea che permetterà ai cittadini di individuare facilmente riparatori qualificati, rivenditori di prodotti ricondizionati, operatori specializzati nel recupero dei beni difettosi e iniziative dedicate alla riparazione collaborativa.

Secondo le associazioni dei consumatori, la direttiva rappresenta un passo significativo sia sul piano economico sia su quello ambientale, con l’obiettivo di ridurre la quantità di prodotti ancora recuperabili che ogni anno finiscono tra i rifiuti e di incentivare la produzione di beni più durevoli.

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