
Milano entra ufficialmente nella fase più delicata del percorso verso le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Dall’alba di ieri è scattato il piano di sicurezza con livelli di allerta portati al massimo, segnando il passaggio dalla fase preparatoria a quella operativa. Le bonifiche preventive e i briefing lasciano spazio a una settimana cruciale, con delegazioni straniere, apparati di sicurezza internazionali e autorità già presenti in città. Per il capoluogo lombardo non è soltanto una sfida sportiva, ma una prova complessa di gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza.
Leggi anche: Torino, arrestato il 22enne che ha aggredito il poliziotto al corteo Askatasuna
Un piano di sicurezza a 360 gradi
Il dispositivo messo a punto coinvolge tutte le forze dell’ordine, coordinate dalla questura, e punta a garantire la protezione di atleti, visitatori, staff e capi di Stato attesi per i Giochi. A rafforzare il sistema sono state aggregate oltre duemila unità provenienti da altre realtà operative, a supporto dei servizi già presenti sul territorio. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un sistema di sicurezza integrato, capace di rispondere a ogni scenario.
Il Comitato per l’ordine e la sicurezza, riunito in prefettura, ha stabilito l’istituzione fino al 22 febbraio di cinque zone rosse aggiuntive nei principali siti olimpici. Si tratta dell’area di piazza Sempione, dove arderà il braciere olimpico, del Villaggio Olimpico, e delle zone circostanti la Santa Giulia Ice hockey Arena, l’Ice Park di Rho e l’Ice skating Arena di Assago. A queste si aggiungono aree totalmente interdette ai non autorizzati e chiuse al traffico, destinate agli eventi riservati alle autorità.

Centro città blindato e controllo tecnologico
Il centro di Milano non sarà meno protetto dei siti olimpici. Il piano prevede aree di filtraggio organizzate su tre cerchi concentrici: massima sicurezza, aree riservate e zone di rispetto. Il controllo è affidato anche a un imponente sistema di videosorveglianza, con oltre ottocento telecamere operative. Più di 500 sono concentrate all’Ice Park di Rho, oltre 160 allo stadio Meazza, circa un centinaio al Forum e 18 tra interno ed esterno del Villaggio Olimpico.
Nel frattempo è entrata in funzione a Roma la Sala Operativa Internazionale Olimpica, incaricata di garantire il coordinamento costante con le questure dei territori coinvolti. A Milano, il dispositivo vede impegnate in prima linea unità cinofile, artificieri, squadre di tiratori scelti e reparti di pronto intervento, affiancati dagli scudi del Reparto mobile e dalle camionette impegnate nei servizi di presidio.

I primi stress test e le giornate più sensibili
I primi segnali di prova generale si sono già visti in centro, tra Palazzo Marino e la Scala, dove un’area particolarmente blindata ha accompagnato lo spostamento a piedi di circa mille ospiti diretti a cerimonie e ricevimenti. Ma il vero stress test è atteso per giovedì, giornata ad alta intensità operativa. A mezzogiorno è prevista la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Villaggio Olimpico, mentre in serata, alla Fabbrica del Vapore, si terrà una cena di gala con circa 800 invitati tra capi di Stato, di governo, sovrani e membri della Famiglia Olimpica.
Sempre giovedì è atteso l’arrivo in città della torcia olimpica, con un’attenzione particolare alle possibili contestazioni lungo il percorso. L’allerta resta elevata anche in vista di sabato, quando è annunciato il corteo dei diecimila da Porta Romana, in un clima reso più teso dai recenti episodi registrati in altre città.
Milano si prepara così a vivere giorni decisivi, in cui la macchina della sicurezza sarà chiamata a dimostrare efficienza e tenuta, sotto gli occhi del mondo.


