
Il palcoscenico è pronto, le luci sono puntate sull’Arco della Pace e su piazza Dibona, ma tra i protagonisti più attesi della serata inaugurale di Milano-Cortina 2026 ci sarà un grande assente. Jannik Sinner, il fuoriclasse altoatesino della racchetta, ha sciolto le riserve decidendo di non partecipare alla cerimonia d’apertura. Nonostante la sua presenza tra i tedofori d’eccezione fosse data quasi per scontata dopo i rumors degli ultimi mesi, il tennista ha scelto la via del rigore atletico. Già a Melbourne, dopo la semifinale persa contro Novak Djokovic, Sinner era rimasto vago con un laconico «non so» di fronte alle domande sulla sua partecipazione ai Giochi di casa, e ora la scelta appare definitiva: nessuna sfilata, solo campo.
La rincorsa al ranking e il ritorno a Doha
Dietro il “gran rifiuto” non ci sono ragioni politiche o personali, ma una precisa strategia agonistica. Il ventiquattrenne è attualmente impegnato in una complessa operazione di risalita nel ranking ATP, dove si trova a rincorrere Carlos Alcaraz con un distacco di quasi 3.000 punti. Dopo lo stop forzato di tre mesi subito nel 2025 per il caso Clostebol, Jannik non ha punti da difendere e vede nei prossimi mesi l’occasione d’oro per la scalata. La sua tabella di marcia non ammette distrazioni: il rientro ufficiale è fissato per l’ATP 500 di Doha, in programma dal 16 al 21 febbraio, e il tennista volerà in Qatar con largo anticipo per completare l’acclimatamento.
Mentre Sinner guarderà la cerimonia in televisione, resta da scoprire chi avrà l’onore di accendere i due bracieri olimpici. Se il mistero aleggia ancora sui nomi dei tedofori intermedi, le certezze sembrano convergere verso due leggende assolute dello sci azzurro. Alberto Tomba è il nome più accreditato per l’ultimo tratto milanese; resta solo da capire se la sua sarà una marcia solitaria o condivisa. Parallelamente, a Cortina, il ruolo di ultima tedofora dovrebbe spettare a Deborah Compagnoni, altra icona dei cinque cerchi.
L’attesa per venerdì sera cresce, alimentata anche dalla notizia che tra i partecipanti ci sarà il bambino bellunese protagonista del caso del bus, un segnale di forte umanità in un contesto di pura eccellenza sportiva. Tra meno di quarantotto ore, il fuoco olimpico inizierà finalmente a bruciare, anche senza il suo “ragazzo d’oro” del tennis.


