
Ci sono strade che si percorrono ogni giorno senza pensarci, tratti familiari che diventano quasi invisibili per quanto sono abituali. Il ritorno a casa, soprattutto dopo il lavoro, è uno di quei momenti in cui la mente si rilassa, lo sguardo segue l’asfalto mentre i pensieri scorrono altrove. È un tempo sospeso, fatto di routine, in cui nulla lascia presagire che qualcosa possa spezzarsi all’improvviso.
Poi c’è il rumore secco di un impatto, il silenzio che segue e le luci che squarciano il buio. Bastano pochi istanti perché una sera qualunque si trasformi in tragedia. Le distanze si accorciano fino a diventare beffarde: casa è lì, a pochi passi, ma irraggiungibile. In quei momenti, una comunità intera si ritrova a fare i conti con l’assurdità di una vita spezzata lungo un percorso conosciuto da sempre.
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L’incidente a pochi metri da casa
La tragedia si è consumata nel territorio di Rovolon, lungo una strada che conduce a Bastia, a poco più di 500 metri dall’abitazione della vittima. A perdere la vita è stato Marco Miotto, che stava rientrando dal lavoro svolto a Barbarano Mossano. L’auto su cui viaggiava è uscita improvvisamente di strada, finendo fuori carreggiata in un tratto che il giovane percorreva abitualmente.
A dare l’allarme è stato un altro ragazzo che lo seguiva in auto e che, resosi conto dell’accaduto, ha immediatamente contattato i soccorsi. La vicinanza con l’abitazione dei genitori rende l’episodio ancora più drammatico: Marco viveva con il padre Gianni e la madre Elisabetta, ignari di quanto stava accadendo a pochi minuti da casa.

I soccorsi e le operazioni dei vigili del fuoco
Sul luogo dell’incidente stradale mortale sono intervenute due ambulanze del Suem, una pattuglia dei carabinieri e i vigili del fuoco. Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente difficili: il corpo del giovane era rimasto incastrato tra le lamiere contorte dell’auto.
Per estrarlo, i pompieri hanno dovuto agganciare il veicolo con un verricello, consentendo così di liberare il corpo e affidarlo al personale sanitario. Nonostante la rapidità dell’intervento, per Marco non c’è stato nulla da fare.
Le ipotesi sulle cause dello schianto
I carabinieri stanno ora lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’uscita di strada. Tra le cause prese in considerazione dagli inquirenti figurano l’eccesso di velocità, le condizioni della strada bagnata e un possibile colpo di sonno. Accertamenti tecnici sono in corso per chiarire se uno di questi fattori, o una loro combinazione, abbia provocato la perdita di controllo del veicolo.
L’auto procedeva in un tratto rettilineo quando, per ragioni ancora da definire, è finita fuori carreggiata con un impatto violento.

Il lavoro, la famiglia e il ricordo del paese
Da pochi mesi Marco Miotto lavorava alla Htc di Barbarano Mossano, azienda specializzata nella produzione di scambiatori di calore e collettori per la refrigerazione. Un impiego trovato da poco e vissuto come un passo importante verso il futuro.
Oltre ai genitori, entrambi dipendenti della Euganea Vasi di Bastia, Marco lascia la sorella Laura. Il dolore è condiviso dall’intera comunità, che lo ricorda come un ragazzo molto presente nella vita del paese. «Marco era un giovane conosciuto e amato da tutti», ha dichiarato il vicesindaco di Rovolon Mattia Montemezzo, che lo aveva allenato quando giocava a calcio nell’Euganea Rovolon.
Negli anni Marco aveva partecipato a diverse iniziative della parrocchia di Bastia, frequentava una palestra di boxe ed era noto per la sua passione per i motori. Una vita attiva, spezzata improvvisamente lungo una strada che avrebbe dovuto riportarlo semplicemente a casa.


