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Mosca, il giallo degli spari contro il Cavaliere Nero di Putin. Azione ucraina o faida interna?

Pubblicato: 06/02/2026 19:47

Nella spietata gerarchia di potere che sostiene l’attuale architettura del Cremlino, la figura del generale Vladimir Alekseyev ha sempre brillato di una luce sinistra. Noto come il “Cavaliere Nero”, Alekseyev rappresenta l’essenza stessa dell’apparato di sicurezza russo: un uomo forgiato nelle file degli Spetsnaz e cresciuto tra i “Pipistrelli”, quegli agenti segreti addestrati per eliminare gli avversari dello Stato ovunque si trovino. In quarant’anni di una carriera costruita metodicamente nell’ombra, il generale ha collezionato una lista infinita di nemici, rendendo l’attentato che lo ha colpito nel cuore di Mosca un enigma dai mille volti. L’agguato, avvenuto proprio mentre la Russia è impegnata in delicati negoziati internazionali, ha ridotto l’alto ufficiale in condizioni disperate, sollevando interrogativi sulla sicurezza interna ritta attorno ai vertici militari.

Tra negoziati e “lavori bagnati”: il mistero del killer solitario

La tempistica dell’attacco appare quanto mai sospetta. Alekseyev ricopre il ruolo di vicedirettore del Gru, il servizio segreto militare, il cui peso politico ha raggiunto vette straordinarie. La notizia del ferimento è giunta mentre il suo superiore, Igor Kostjukov, guidava la delegazione russa ad Abu Dhabi per trattare con Ucraina e Stati Uniti. Se da un lato il ministro degli Esteri Lavrov ha ipotizzato una regia di Kiev per far deragliare la pace, dall’altro molti osservatori guardano con sospetto alle dinamiche interne moscovite. A differenza dei precedenti attentati ucraini, caratterizzati dall’uso di esplosivi, questa volta è entrato in azione un killer solitario travestito da corriere. Una modalità che nel gergo dello spionaggio richiama i cosiddetti «lavori bagnati», ovvero le esecuzioni chirurgiche tipiche dei regolamenti di conti interni. Secondo le ricostruzioni, il sicario ha sorpreso il generale sulle scale di casa, aprendo il fuoco e colpendolo al petto durante una violenta colluttazione.

L’ascesa di Alekseyev è legata a doppio filo alle missioni più delicate degli ultimi decenni. Dalle operazioni cyber negli Stati Uniti, come l’hackeraggio delle mail di Hillary Clinton nel 2016, fino alla gestione dell’intelligence in Siria e al coordinamento di unità speciali in Europa accusate di utilizzare il gas novichok. Il generale è stato inoltre una figura chiave nel contenimento della rivolta di Evgenij Prigozhin, affrontando il capo della Wagner faccia a faccia a Rostov sul Don. In quel colloquio teso, Alekseyev pronunciò una frase rimasta scolpita nei verbali non ufficiali: riferendosi ai vertici della difesa russa che Prigozhin voleva destituire, rispose con un gelido «Te li puoi prendere». Un’affermazione che, oggi, molti ritengono non sia stata dimenticata dai diretti interessati.

Il ferimento del generale ha scatenato un’ondata di commenti tra i blogger militari russi, che ne sottolineano l’autorità indiscussa: «Tra le unità subordinate gode di un’autorità indiscussa e meritata». Resta lo sconcerto per l’assenza di una scorta efficace davanti a un bersaglio di tale calibro, in una capitale dove, dall’estate 2022, le figure della “nuova nobiltà” di Putin sembrano essere diventate vulnerabili a un’offensiva invisibile e costante.

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Ultimo Aggiornamento: 06/02/2026 19:54

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