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Obama come scimmie, il video razzista scuote l’America: Trump costretto a cancellare

Pubblicato: 06/02/2026 11:06

Il clima politico statunitense si infiamma nuovamente a causa di un contenuto multimediale dai toni estremamente controversi. Il presidente Donald Trump ha scatenato una bufera mediatica e diplomatica ripubblicando sul suo social network, Truth, un video parodia generato tramite intelligenza artificiale. Il filmato in questione utilizza l’immaginario del classico Disney Il Re Leone per ritrarre Trump come il sovrano della giungla, mentre vari esponenti del Partito Democratico vengono raffigurati come animali sottomessi.

Il punto di rottura totale si è raggiunto quando sullo schermo sono apparsi Barack e Michelle Obama, i cui volti sono stati sovrapposti a quelli di due scimmie. Questo accostamento, carico di una simbologia razzista storicamente violenta, ha generato una reazione immediata non solo tra gli oppositori, ma anche all’interno dello stesso schieramento repubblicano, portando la Casa Bianca a una gestione comunicativa inizialmente difensiva e poi apertamente imbarazzata.

La reazione del senatore Scott e il dietrofront

La gravità del gesto è stata sottolineata con forza da Tim Scott, senatore afroamericano della South Carolina e noto alleato di Trump. Scott ha utilizzato la piattaforma X per esprimere il proprio sconcerto, definendo il video come la cosa più razzista mai vista provenire dall’attuale amministrazione e auspicando che si trattasse di un falso. La pressione politica esercitata da figure vicine al presidente ha costretto lo staff presidenziale a una rapida marcia indietro. Se in un primo momento la portavoce Karoline Leavitt aveva tentato di minimizzare l’accaduto parlando di falso sdegno e derubricando il tutto a un semplice meme di internet, la posizione ufficiale è cambiata nel giro di poche ore. Un funzionario ha infine dichiarato che la pubblicazione è stata il frutto di un errore di un dipendente e il video è stato rimosso dai canali ufficiali del presidente per tentare di arginare i danni d’immagine.

Il legame con il passato e la retorica divisiva

L’episodio non viene considerato un caso isolato, ma si inserisce in una lunga scia di precedenti che hanno segnato la carriera politica di Trump. Molti osservatori hanno richiamato alla memoria la celebre campagna birther, con la quale Trump sostenne per anni che Barack Obama non fosse nato negli Stati Uniti e dunque non avesse i requisiti per guidare la nazione. Quel movimento, basato su teorie complottiste, viene oggi visto come il precursore di questa nuova ondata di attacchi personali. La retorica del presidente è stata spesso criticata per l’uso di termini durissimi verso le minoranze e le nazioni estere. In passato, Trump ha utilizzato espressioni pesanti per descrivere i paesi africani e ha affermato che gli immigrati starebbero avvelenando il sangue del Paese. Più recentemente, ha attaccato la vicepresidente Kamala Harris sulla sua identità razziale e ha definito spazzatura i cittadini di origine somala residenti in Minnesota.

Le implicazioni per il movimento Maga

Questi messaggi sembrano parlare direttamente alla base più radicale del movimento Maga, dove le istanze del suprematismo bianco trovano talvolta terreno fertile. Il video rimosso conteneva anche riferimenti alle presunte frodi elettorali del 2020, tesi che Trump continua a sostenere senza fornire prove concrete e che ha portato agli eventi drammatici dell’assalto al Congresso del 6 gennaio. Il fatto che il presidente abbia scelto di condividere un contenuto così esplicito proprio nelle ore notturne dimostra quanto il confine tra la comunicazione istituzionale e la provocazione digitale sia ormai quasi inesistente. Nonostante il tentativo della Casa Bianca di attribuire la colpa a un membro dello staff, resta il dubbio sulla reale volontà politica dietro la diffusione di tali immagini, che continuano a polarizzare l’opinione pubblica americana e a mettere in difficoltà persino i fedelissimi del partito.

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Ultimo Aggiornamento: 06/02/2026 18:47

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