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Armi nucleari, Putin e Trump d’accordo: colloqui per un nuovo trattato New Start

Pubblicato: 06/02/2026 11:53

Russia e Stati Uniti hanno convenuto ad Abu Dhabi sulla necessità di tenere al più presto nuovi colloqui sulla non proliferazione nucleare, dopo la scadenza del trattato New Start. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riportano i media russi.
Mosca e Washington, ha sottolineato, hanno anche concordato che agiranno in modo responsabile. “C’è un consenso, discusso ad Abu Dhabi, sul fatto che entrambe le parti assumeranno posizioni responsabili e sono consapevoli della necessità di avviare rapidamente negoziati su questo tema”, ha detto Peskov.

Trump: “Il New Start va riscritto”

“Invece di estendere ‘New Start’ (un accordo mal negoziato dagli Stati Uniti che, oltre a tutto il resto, viene gravemente violato), dovremmo far lavorare i nostri esperti nucleari su un trattato nuovo, migliorato e modernizzato che possa durare a lungo nel futuro”. Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

La storia e la scadenza del New Start, il blocco dei negoziati e la posizione della Cina

Il New Start fu firmato nel 2010 sotto la guida degli allora presidenti Barack Obama e Dmitri Medvedev ed entrò in vigore un anno dopo. La durata del trattato è di dieci anni dalla data di entrata in vigore e poteva essere prorogato una sola volta, come già avvenuto nel 2021.

Nel settembre 2025, il leader del Cremlino Vladimir Putin ha proposto che entrambi i Paesi continuassero a rispettare le restrizioni del trattato su missili e testate per un altro anno, usando questa finestra temporale per raggiungere un nuovo accordo. Da allora, il presidente Usa Donald Trump non ha fornito una risposta ufficiale e, a gennaio, in un’intervista al New York Times, ha dichiarato a proposito del New Start: “Se scade, scade. Faremo un accordo migliore”.

Il dialogo su questo dossier non è stata una priorità per gli Usa: Washington vorrebbe un trattato più ampio che tenga conto anche della Cina e allo stesso tempo voleva evitare che diventasse parte del negoziato per la pace in Ucraina.

Pechino si rifiuta di discutere la questione, sostenendo che il suo arsenale nucleare è significativamente inferiore rispetto a quello di Russia e Stati Uniti. Si stima che la Repubblica popolare disponga di circa 600 testate nucleari; il Pentagono prevede che il numero potrebbe superare 1.000 entro il 2030.

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Ultimo Aggiornamento: 06/02/2026 12:05

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