
Il cinema europeo perde una delle sue figure più rappresentative. Jana Brejchová, attrice simbolo della Nouvelle Vague cecoslovacca, è morta venerdì 6 febbraio a Praga all’età di 86 anni. La scomparsa, avvenuta dopo una lunga malattia legata al morbo di Parkinson, è stata annunciata dalla figlia, l’attrice Tereza Brodská, ai media della Repubblica Ceca.
Una carriera simbolo del rinnovamento cinematografico
Nata a Praga il 20 gennaio 1940, Jana Brejchová debuttò giovanissima davanti alla macchina da presa, avviando una carriera lunga e prestigiosa che l’ha vista protagonista di oltre cento ruoli tra cinema e televisione. Negli anni Sessanta divenne uno dei volti più riconoscibili del profondo rinnovamento artistico che attraversò il cinema dell’Europa centrale sotto i regimi socialisti.
In quel periodo si affermò come musa della Nouvelle Vague ceca, lavorando con alcuni dei più importanti registi dell’epoca e imponendosi anche all’attenzione del pubblico internazionale. Il suo fascino moderno e luminoso le valse il soprannome di “Brigitte Bardot ceca”, simbolo di una nuova femminilità sullo schermo.
I film più celebri
Tra le interpretazioni più ricordate figurano “Il principio superiore” (1960), “Il barone di Munchausen” (1962), “Il castello Griposholm” (1963), “Il coraggio quotidiano” (1964), “Operazione terzo uomo” (1965), “Gli amori di una bionda” (1965), “Le pipe” (1966) e “Morte di un parroco” (1969). Ruoli che hanno segnato una stagione irripetibile del cinema cecoslovacco e ne hanno fatto una delle interpreti più raffinate.
La scelta di restare e gli anni della normalizzazione
Pur avendo ricevuto proposte importanti dall’estero, in particolare dalla Germania, Brejchová scelse di restare legata a un cinema che considerava artisticamente più significativo. Anche negli anni difficili della normalizzazione seguita alla repressione della Primavera di Praga, seppe mantenere una presenza centrale, alternando commedie di grande successo, film musicali e ruoli più drammatici.
Accanto al cinema, fu molto attiva anche in televisione, diventando un volto familiare per generazioni di spettatori della Cecoslovacchia comunista grazie alla partecipazione a serie popolari.
Vita privata e legami con il cinema
La sua vita privata fu a lungo intrecciata con il mondo dello spettacolo. Fu sposata con il regista Miloš Forman e successivamente con gli attori Ulrich Thein e Vlastimil Brodský, dal quale ebbe la figlia Tereza. Dopo una lunga relazione con l’attore Jaromír Hanzlík, sposò Jiří Zahajský, rimasto al suo fianco fino alla morte nel 2007.
Con la scomparsa di Jana Brejchová si chiude una pagina fondamentale del cinema dell’Europa centrale. Attrice elegante, intensa e mai banale, è stata testimone e protagonista di una stagione artistica che ha lasciato un segno profondo nella storia del cinema europeo.


