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Certificati ai no vax per evitare il vaccino, è appena arrivata la storica sentenza

Pubblicato: 09/02/2026 17:11

Tutti assolti perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. È questa la sentenza pronunciata lunedì 15 dicembre dal Tribunale di Terni, che ha messo fine al procedimento a carico di 12 imputati coinvolti in una vicenda legata alle esenzioni dal vaccino anti-Covid durante la pandemia.

Il giudizio è stato emesso in composizione monocratica dal giudice Francesco Maria Vincenzoni e ha riguardato una medica di base 69enne di Narni, in servizio presso la Usl Umbria 2, e 11 suoi pazienti, esentati dalla vaccinazione nel 2021, nel pieno dell’emergenza sanitaria.

Secondo l’impianto accusatorio iniziale, tutti gli imputati avrebbero concorso nel reato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, ipotesi maturata al termine delle indagini condotte dal Nas di Perugia.

In particolare, per la pubblica accusa, la dottoressa avrebbe attestato falsamente la presenza di condizioni anamnestiche tali da impedire la somministrazione del vaccino, rilasciando certificazioni mediche ritenute non conformi alle regole in vigore all’epoca.

Una ricostruzione che, col passare del processo, è però venuta meno. Non a caso, nel corso del dibattimento, la stessa accusa ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati, riconoscendo l’insussistenza del reato contestato.

Secondo gli inquirenti, i pazienti contrari al vaccino anti-Covid avrebbero inizialmente aggirato le normative grazie alla presunta complicità della professionista sanitaria. Una lettura che il Tribunale di Terni ha definitivamente respinto.

La sentenza di assoluzione stabilisce dunque che le condotte contestate non costituiscono reato, chiarendo un passaggio delicato legato alla gestione delle esenzioni vaccinali durante l’emergenza Covid. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

Grande la soddisfazione degli imputati e dei loro difensori, che hanno accolto con favore la decisione del giudice, ritenuta una conferma della correttezza dell’operato contestato.

A difendere la dottoressa e i pazienti è stato un ampio collegio di avvocati, tra cui Attilio Biancifiori, Mauro Sandri, Alessandro Ferri, Roberto Mastalia, Mirko Faggiani, Arnaldo Sebastiani, Maria Rosaria Carlani, Anna Mattioli, Katia Ceccaccio, Teresa Lucio, Francesco Bassitto, Fabrizio Maria Sensi, Massimo Carignani e Flavio Aristei, che hanno seguito l’intera vicenda giudiziaria fino all’esito finale.

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