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Ucraina, Lavrov attacca gli Usa: “Accettata proposta di Anchorage, ma ora puntano al dominio globale”

Pubblicato: 09/02/2026 11:12

Ucraina, nuova tensione diplomatica tra Mosca e Washington sul dossier Ucraina. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha risposto all’ultimatum lanciato dal presidente americano Donald Trump per un accordo di pace entro pochi mesi, tornando ad attaccare frontalmente gli Stati Uniti dopo una fase in cui il Cremlino aveva concentrato le critiche soprattutto sull’Europa.
In un’intervista all’emittente Brics International, Lavrov ha accusato Washington di perseguire un progetto di “dominio economico globale”, realizzato attraverso “misure coercitive incoerenti con il principio della concorrenza”. “Gli Stati Uniti – ha dichiarato – utilizzano dazi, sanzioni, divieti diretti e restrizioni sulle comunicazioni per esercitare pressione sui partner internazionali. Dobbiamo tenerne conto”.
Secondo il capo della diplomazia russa, Washington starebbe inoltre scoraggiando India e altri Paesi dall’acquistare energia russa a basso costo, costringendoli a rivolgersi al Gnl americano a prezzi più elevati. Lavrov ha anche denunciato presunti attacchi a petroliere in acque internazionali, definendoli in violazione della Convenzione Onu sul diritto del mare.

Il nodo energetico e il controllo dei flussi. Lavrov: “Ad Anchorage abbiamo accettato la proposta americana”

Lavrov ha puntato il dito anche sul tema energetico, sostenendo che gli Stati Uniti intendano “controllare tutti i canali di rifornimento energetico” verso vari Paesi, inclusa l’Europa. Nel mirino del ministro russo sono finiti i gasdotti Nord Stream, il sistema di trasporto del gas ucraino e il TurkStream, citati come infrastrutture strategiche su cui Washington eserciterebbe influenza.
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il presunto accordo discusso ad Anchorage. “Loro hanno proposto e noi abbiamo accettato. Il problema deve essere risolto”, ha affermato Lavrov, accusando gli Stati Uniti di aver successivamente cambiato posizione e di non voler più seguire l’ipotesi di intesa inizialmente messa sul tavolo.

Il ministro ha ribadito che, per Mosca, il riferimento centrale resta la posizione di Washington: “Il presidente Vladimir Putin ha detto ripetutamente che per la Russia questo è ciò che conta. È irrilevante ciò che viene detto in Ucraina o in Europa, dove la russofobia ha radici profonde”.
Secondo Lavrov, accettando la proposta americana Mosca avrebbe “adempiuto al compito di risolvere la questione ucraina” e sarebbe pronta a passare a una fase di “cooperazione ampia e positiva” con gli Stati Uniti. Una disponibilità che, stando alle dichiarazioni del capo della diplomazia russa, ora sarebbe messa in discussione dall’atteggiamento di Washington.

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