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Arriva l’Euro digitale, cos’è e come funzionerà: il conto, la ricarica, i limiti (non di spesa)

Pubblicato: 10/02/2026 10:03

Il 10 febbraio il Parlamento europeo è chiamato a votare due risoluzioni sull’euro digitale, un passaggio politico che potrebbe incidere sul destino del progetto. Un eventuale via libera rafforzerebbe il percorso già avviato da Commissione e Consiglio Ue, mentre una bocciatura rischierebbe di rallentare l’iter, in particolare per la versione online della nuova moneta. Ma che cos’è, concretamente, l’euro digitale e come funzionerebbe nella vita quotidiana?

Che cos’è l’euro digitale

L’euro digitale sarebbe una forma digitale di contante, emessa direttamente dalla Banca centrale europea, al pari di banconote e monete fisiche. Avrebbe corso legale, quindi la sua accettazione sarebbe obbligatoria, e potrebbe essere utilizzato sia online sia offline, anche in assenza di connessione internet.
Potrebbe essere scambiato tra privati oppure utilizzato per pagamenti nei negozi fisici e sui siti di e-commerce attraverso un’app dedicata o tramite l’intermediario bancario.

Quando potrebbe arrivare e come funzionerà il conto in euro digitale

La fase di studio è già stata approvata da Commissione e Consiglio Ue. Manca il via libera definitivo del Parlamento europeo al regolamento che ne disciplina l’emissione. Solo dopo l’approvazione normativa potranno partire le fasi operative e di implementazione tecnica.

Ogni cittadino avrà il diritto di aprire un conto in euro digitali presso una banca o un altro intermediario autorizzato. Per chi non dispone di un conto bancario tradizionale, sarà previsto un servizio universale, che in Italia potrebbe essere garantito da Poste. Il conto non sostituirà quello corrente ordinario, ma lo affiancherà come strumento dedicato alla gestione degli euro digitali.

Come si ricaricherà

Il conto potrà essere ricaricato in diversi modi:

  • tramite trasferimento dal conto corrente tradizionale;
  • con versamenti in contanti;
  • mediante conversione automatica durante i pagamenti.

Gli euro digitali potranno poi essere utilizzati con carta, tramite l’app dedicata o attraverso l’app della banca intermediaria.

I limiti di detenzione (non di spesa)

Non si tratterà di un limite di spesa, ma di un limite di detenzione. Il tetto massimo di euro digitali che ogni persona potrà mantenere sul conto non è ancora stato fissato: le ipotesi vanno da poche centinaia fino a circa 3.000 euro.

Questo non significa che non si potranno effettuare pagamenti superiori a tale cifra. Se l’importo supera il limite detenibile, la parte eccedente verrà automaticamente prelevata dal conto corrente tradizionale.

Per i commercianti il limite sarà pari a zero: gli euro digitali incassati verranno immediatamente trasferiti sul conto bancario ordinario.

Perché è previsto un limite

Il tetto alla detenzione serve a evitare che l’euro digitale diventi un’alternativa ai conti correnti tradizionali, sottraendo liquidità alle banche e riducendo la capacità di concedere credito a famiglie e imprese.

L’obiettivo della Bce è che l’euro digitale funzioni come complemento al sistema bancario, non come sostituto.

I vantaggi per i commercianti

L’introduzione dell’euro digitale potrebbe aumentare il potere negoziale dei commercianti nei confronti dei fornitori di servizi di pagamento. Le commissioni sarebbero soggette a un tetto massimo, pur garantendo un’adeguata remunerazione alle banche per il servizio prestato. Questo potrebbe tradursi in costi più contenuti rispetto ad alcuni circuiti attuali.

Perché la Bce lo ritiene necessario

Secondo la Banca centrale europea, oltre la metà dei pagamenti al dettaglio avviene ormai in forma digitale, mentre la moneta di banca centrale resta solo fisica. Senza una versione digitale dell’euro, la Bce rischierebbe nel lungo periodo di perdere centralità nel sistema dei pagamenti. L’euro digitale garantirebbe quindi la presenza della moneta pubblica anche nell’economia digitale.

Autonomia strategica e circuiti di pagamento

Oltre due terzi dei pagamenti con carta in Europa sono gestiti da circuiti extra-europei come Visa, Mastercard e American Express. Inoltre, molti Paesi dell’eurozona non dispongono di un circuito nazionale autonomo.

In questo contesto, l’euro digitale rappresenterebbe anche uno strumento di autonomia strategica europea, riducendo la dipendenza da operatori esterni.

Attualmente non esiste un’alternativa privata paneuropea pienamente operativa. Alcuni circuiti nazionali, come Bancomat, hanno avviato collaborazioni per creare una rete europea, ma il progetto è ancora in fase di sviluppo.

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