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Usa-Iran, prove di dialogo sul nucleare: lo “scoglio” Israele e la linea dura di Trump

Pubblicato: 10/02/2026 19:39

Proseguono i contatti indiretti tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare, con la mediazione dell’Oman. La giornata è stata segnata da dichiarazioni che confermano una disponibilità al dialogo, ma anche da una netta riaffermazione delle rispettive linee rosse.
Teheran si dice pronta a un’intesa, purché venga riconosciuto il diritto all’arricchimento dell’uranio, considerato un punto non negoziabile. Le autorità iraniane hanno ribadito che il programma nucleare resta parte integrante della strategia nazionale e non sarà sospeso sotto pressione.

Teheran, l’avvertimento a Washington: “Non seguite Israele”

Un messaggio politico chiaro è arrivato oggi da esponenti di primo piano della leadership iraniana, che hanno invitato Washington a non lasciarsi influenzare da Israele nelle scelte negoziali. Secondo Teheran, eventuali interferenze esterne rischiano di compromettere il fragile equilibrio dei colloqui.
Anche il ministro degli Esteri di Teheran ha ribadito che l’Iran non intende rinunciare alle proprie attività di arricchimento, pur dichiarandosi disponibile a discutere garanzie e meccanismi di controllo nell’ambito di un accordo bilanciato.

Usa-Iran, Netanyahu a Washington: pressing su un’intesa più ampia

Sul fronte internazionale, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è atteso a Washington per un confronto diretto con l’amministrazione americana. Israele spinge per un accordo che non si limiti al nucleare, ma che includa anche il programma missilistico iraniano e il sostegno di Teheran alle milizie attive nella regione.
La visita si inserisce in una fase particolarmente delicata dei negoziati e rappresenta un elemento di pressione politica che Teheran guarda con sospetto.

La linea dura di Trump: “Niente missili o armi nucleari”. E pensa all’invio di una seconda portaerei

Dal canto suo, il presidente Usa Donald Trump ha ribadito che l’Iran non potrà disporre né di armi nucleari né di missili in grado di minacciare la sicurezza regionale. La Casa Bianca mantiene una posizione ferma, sottolineando che qualsiasi accordo dovrà garantire risultati verificabili e duraturi.
Il confronto resta quindi aperto: da un lato la disponibilità dichiarata al dialogo, dall’altro profonde divergenze su arricchimento, missili e ruolo regionale dell’Iran. Le prossime settimane saranno decisive per capire se i colloqui mediati dall’Oman potranno tradursi in un vero passo avanti diplomatico o se prevarranno le rigidità politiche.

Trump in serata ha anche detto di stare valutando l’invio di una seconda portaerei in Medio Oriente in vista di una possibile azione militare se i negoziati con l’Iran dovessero fallire. “Abbiamo un’armata che si sta dirigendo laggiù e un’altra potrebbe partire”, ha dichiarato ad Axios, aggiungendo di starci “pensando”. “O faremo un accordo, oppure dovremo fare qualcosa di molto duro come l’ultima volta”, ha aggiunto riferendosi ai raid statunitensi contro siti nucleari iraniani dello scorso giugno.

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Ultimo Aggiornamento: 10/02/2026 19:43

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