
Proseguono i lavori della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Nella giornata del 12 febbraio 2026 è stata ascoltata Maura Giovedì, testimone legata alla cosiddetta pista dei cinematografari, filone investigativo che riguarda il mondo dello spettacolo e del cinema a luci rosse tra gli anni Settanta e Ottanta.
Il racconto sugli approcci nel mondo dello spettacolo
All’epoca giovane e attiva nel settore artistico, Giovedì ha riferito di essere stata avvicinata da persone che si presentavano come agenti o produttori. Dietro la proposta di partecipare a pubblicità o piccoli ruoli si sarebbero celate offerte per film pornografici. La testimone ha spiegato di aver sempre rifiutato tali approcci.
Nel corso dell’audizione ha ricordato in particolare un incontro in Piazza Navona con Felix Welner, descritto come un uomo alto, robusto e diretto nei modi. Secondo quanto riferito, Welner si sarebbe presentato come agente alla fine degli anni ’70, ma avrebbe in realtà avvicinato giovani donne — soprattutto straniere — con la promessa di lavori nel cinema, indirizzandole verso il settore pornografico.
I nomi emersi e i collegamenti ipotizzati
Durante la seduta sono stati citati anche Patrizia De Lellis, figlia di Franco De Lellis e Giuliana De Ioannon, il marito Alfonso Montesanti, che ha preso le distanze dalle accuse, e il regista Bruno Mattei. Secondo quanto discusso in Commissione, negli anni delle sparizioni alcune ragazze sarebbero state contattate con la prospettiva di piccoli lavori nello spettacolo, mentre l’obiettivo reale sarebbe stato l’inserimento nel cinema a luci rosse.
Giovedì ha però precisato di non aver avuto contatti diretti né con Orlandi né con Gregori, né con le compagne della scuola di musica frequentata da Emanuela, né con il fotografo Marco Accetti. Ha inoltre dichiarato di essere rimasta sorpresa dalla convocazione, sottolineando di non possedere informazioni dirette sulle due scomparse.
La Commissione bicamerale proseguirà le audizioni per approfondire la pista cinematografica, nel tentativo di verificare eventuali connessioni con i casi ancora irrisolti che da oltre quarant’anni interrogano l’opinione pubblica italiana.


