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​Federica Torzullo, il marito aveva un complice? Le due fasi prima dell’omicidio, il figlio portato dai nonni e le certezze dei pm

Pubblicato: 13/02/2026 13:07

Si fa strada una nuova e inquietante ipotesi nel femminicidio di Federica Torzullo, la donna di 41 anni uccisa tra l’8 e il 9 gennaio nella sua villetta di via Costantino ad Anguillara. Per il delitto è tuttora in carcere il marito, Claudio Carlomagno, mentre gli inquirenti valutano ora la possibile presenza di uno o più complici.

A coordinare le indagini è la Procura di Civitavecchia, guidata dal procuratore Alberto Liguori, che avrebbe ricostruito nel dettaglio le fasi precedenti e successive all’omicidio. Secondo l’impianto accusatorio, non si tratterebbe di un gesto d’impeto, ma di un omicidio premeditato, maturato nel tempo.

Alla base della rottura ci sarebbe la volontà della donna di separarsi. Dopo le festività natalizie, Federica avrebbe dato al marito un ultimatum: ognuno avrebbe dovuto lasciare l’abitazione familiare. Una decisione che, secondo la Procura, avrebbe incrinato un equilibrio che l’uomo cercava di mantenere, anche per continuare a vivere nella villa di proprietà della moglie.

L’8 gennaio sarebbe stato il giorno decisivo. Federica avrebbe ribadito l’intenzione di chiudere definitivamente il matrimonio al rientro da un fine settimana fuori regione. A quel punto, secondo la ricostruzione investigativa

Si fa strada una nuova e inquietante ipotesi nel femminicidio di Federica Torzullo, la donna di 41 anni uccisa tra l’8 e il 9 gennaio nella sua villetta di via Costantino ad Anguillara. Per il delitto è tuttora in carcere il marito, Claudio Carlomagno, mentre gli inquirenti valutano ora la possibile presenza di uno o più complici.

A coordinare le indagini è la Procura di Civitavecchia, guidata dal procuratore Alberto Liguori, che avrebbe ricostruito nel dettaglio le fasi precedenti e successive all’omicidio. Secondo l’impianto accusatorio, non si tratterebbe di un gesto d’impeto, ma di un omicidio premeditato, maturato nel tempo.

Alla base della rottura ci sarebbe la volontà della donna di separarsi. Dopo le festività natalizie, Federica avrebbe dato al marito un ultimatum: ognuno avrebbe dovuto lasciare l’abitazione familiare. Una decisione che, secondo la Procura, avrebbe incrinato un equilibrio che l’uomo cercava di mantenere, anche per continuare a vivere nella villa di proprietà della moglie.

L’8 gennaio sarebbe stato il giorno decisivo. Federica avrebbe ribadito l’intenzione di chiudere definitivamente il matrimonio al rientro da un fine settimana fuori regione. A quel punto, secondo la ricostruzione investigativa, Carlomagno avrebbe recuperato un coltello precedentemente nascosto e avrebbe aggredito la moglie.

La donna sarebbe stata colpita con 23 coltellate, 19 tra volto e collo e quattro alle mani, segni evidenti di un tentativo di difesa. La brutalità dell’azione rafforza l’ipotesi della premeditazione e di una pianificazione antecedente al delitto.

Gli inquirenti ritengono inoltre che i tempi dell’azione, stimati in circa 40 minuti, siano compatibili con la possibile presenza di terze persone nelle diverse fasi del reato. Si fa riferimento anche a una presunta “buca predisposta”, elemento che alimenterebbe il sospetto di un piano studiato in anticipo.

Un dettaglio ritenuto significativo riguarda il figlio della coppia: la sera precedente all’omicidio sarebbe stato accompagnato a dormire dai nonni materni, anticipando quanto inizialmente previsto. Una scelta che gli investigatori stanno analizzando per comprendere se sia stata casuale o parte di una strategia.

Al momento non risultano altre persone formalmente indagate per favoreggiamento e a Carlomagno non è stata ancora contestata l’aggravante della premeditazione. Tuttavia, la posizione potrebbe evolvere alla luce dei nuovi elementi emersi.

Le risposte decisive potrebbero arrivare dalle analisi dei telefoni cellulari e dal computer di bordo dell’auto dell’indagato. Gli accertamenti tecnici saranno fondamentali per chiarire se dietro l’uccisione di Federica Torzullo vi sia stato un disegno criminoso condiviso o se l’uomo abbia agito da solo.

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