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Gaza, ospedale sotto assedio: Medici senza Frontiere denuncia Hamas: milizie e traffico d’armi

Pubblicato: 14/02/2026 19:42

Medici senza Frontiere ha annunciato la sospensione delle attività mediche non essenziali all’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, denunciando incursioni armate e intimidazioni nei confronti di pazienti e personale. L’ong francese, fondata negli anni ’70 da Bernard Kouchner, parla di mesi di interferenze para-militari all’interno della struttura, con uomini armati e mascherati che si muovono liberamente in diverse aree dell’ospedale.

Secondo il comunicato, le violenze sono aumentate dopo l’inizio del cessate il fuoco nella Striscia, annunciato il 13 ottobre scorso dall’allora presidente americano Donald Trump. Il ritiro parziale delle forze israeliane ha permesso a Hamas e ad altre milizie palestinesi di riprendere il controllo di strutture civili, tra cui scuole e ospedali, secondo quanto osservato da Medici senza Frontiere. Israele da tempo accusa i gruppi armati di utilizzare le strutture sanitarie come avamposti militari, nascondendo armi o equipaggiamenti per operazioni paramilitari.

Minacce alla sicurezza e traffico di armi

L’organizzazione umanitaria segnala come episodi di intimidazione, arresti arbitrari di pazienti e movimenti sospetti di armi rappresentino gravi minacce alla sicurezza delle equipe mediche e dei pazienti. Per Medici senza Frontiere, questa è la prima volta che un’organizzazione operativa nella Striscia denuncia pubblicamente la presenza di uomini armati all’interno di un ospedale, evidenziando il rischio che strutture sanitarie vengano usate per scopi militari.

Il comunicato non specifica l’appartenenza dei miliziani coinvolti, mentre i media israeliani sottolineano come la situazione sia aggravata dal ritiro parziale delle forze di sicurezza israeliane. Lo scorso anno, ricorda l’Ansa, il medico portavoce dell’ospedale Nasser era stato minacciato dalla Jihad islamica palestinese per aver rifiutato l’ingresso dei miliziani, segnalando un precedente che anticipava le attuali tensioni.

Medici senza Frontiere ha ribadito la necessità di garantire spazi sicuri per il personale medico e i pazienti, sottolineando che la sospensione delle attività è stata decisa per tutelare la vita delle persone all’interno dell’ospedale. La situazione nella Striscia di Gaza resta quindi altamente instabile, con strutture sanitarie sempre più esposte a interferenze armate e attività illecite.

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