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“Ribaltone”. Sondaggi, il dato è clamoroso: Giorgia Meloni a bocca aperta

Pubblicato: 15/02/2026 08:48

Con un’affluenza stimata attorno al 58%, le prossime elezioni politiche rischiano di diventare le meno partecipate della storia repubblicana. Eppure, secondo l’ultimo sondaggio politico dell’Osservatorio Emg, potrebbero essere anche tra le più incerte degli ultimi anni. Le due principali coalizioni – centrodestra e centrosinistra – sarebbero separate da appena mezzo punto percentuale, un distacco che rientra pienamente nel margine di errore statistico.

Nel campo del centrodestra, guidato da Giorgia Meloni, la coalizione composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati si attesterebbe complessivamente al 45% dei consensi. Un dato in calo rispetto alle aspettative di inizio legislatura, ma non lontano da quello che nel 2022 permise la vittoria elettorale.

Nel dettaglio, Fratelli d’Italia è stimata al 26,9%, restando saldamente primo partito italiano. È un risultato che conferma la leadership del partito della premier, pur rappresentando uno dei livelli più bassi registrati negli ultimi anni. Paradossalmente, è leggermente superiore al 26% ottenuto nel 2022, quando bastò per conquistare Palazzo Chigi.

sondaggi vannacci

Situazione più complessa per gli alleati. Forza Italia si colloca al 9%, mantenendo una sostanziale stabilità nonostante le tensioni interne. Più marcato invece il calo della Lega, guidata da Matteo Salvini, che scende al 7,8%, sotto il già deludente risultato delle ultime politiche. Noi Moderati completa la coalizione con l’1,3%, contribuendo a un totale che resta competitivo ma non più dominante.

Sul fronte opposto, la coalizione di centrosinistra – composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa – arriverebbe al 44,4%. Un mezzo punto in meno rispetto al centrodestra, ma sufficiente a delineare uno scenario di sostanziale equilibrio.

Il Partito Democratico è dato al 22,2%, in linea con le rilevazioni degli ultimi mesi e leggermente sotto il 24% ottenuto alle europee. Per i dem sarebbe comunque un miglioramento rispetto al risultato delle politiche 2022, quando si fermarono sotto il 19%. La vera incognita è la capacità di mantenere compatta una coalizione ampia e variegata.

Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,1%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra cresce fino al 6,1%, ben oltre il 3,5% raccolto nel 2022. Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,4%, mentre +Europa raggiunge l’1,6%. La differenza rispetto al passato è la possibilità concreta di una presentazione unitaria, elemento che potrebbe risultare decisivo in una sfida così serrata.

Fuori dalle coalizioni si muove un’area centrista e sovranista che potrebbe rivelarsi determinante. Azione di Carlo Calenda è stabile al 3%, mentre il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin si colloca all’1,8%. La novità è Futuro Nazionale, la formazione lanciata da Roberto Vannacci, stimata al 2,9%.

Interessante la provenienza dei consensi di Vannacci: l’1,1% arriverebbe da Fratelli d’Italia, lo 0,7% dalla Lega e il resto da altri partiti e dall’area dell’astensione. Un bacino elettorale fluido che potrebbe influenzare gli equilibri interni al centrodestra. Con oltre un anno al voto, restano molte incognite: dalla soglia di sbarramento alle possibili alleanze, fino alla variabile più grande di tutte, quella dell’astensionismo, che potrebbe ridisegnare completamente il quadro politico italiano.

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