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Federica Brignone e la risposta su Bastoni: “Nel nostro sport certe cose non esistono”

Pubblicato: 16/02/2026 11:53

Le due medaglie olimpiche hanno consacrato definitivamente Federica Brignone tra le grandi dello sport italiano. Ma alla celebrazione dei successi si è affiancata una riflessione più ampia, che ha toccato anche temi lontani dalle piste. In conferenza stampa, l’azzurra ha parlato di motivazioni, futuro e valori sportivi, rispondendo anche a una domanda sull’episodio che ha coinvolto Alessandro Bastoni in Inter-Juventus.

Due ori e nessuna paura del vuoto

Dopo il doppio trionfo alle Olimpiadi invernali, Brignone ha respinto l’idea del cosiddetto “vuoto” che spesso colpisce gli atleti dopo aver raggiunto il massimo traguardo.

«Non ho solo vinto questi due ori – ha spiegato – ma sono quindici anni che la mia carriera va avanti in modo soddisfacente». Un percorso costruito stagione dopo stagione, con una crescita costante e un lavoro definito da lei stessa “da vera professionista”.

Il successo, però, non è arrivato seguendo uno schema tradizionale. L’atleta ha sottolineato di non aver svolto una preparazione standard, né di essersi allenata come avrebbe voluto. Eppure, proprio questa complessità ha reso ancora più significativo il risultato. «Non mi crea il vuoto – ha detto – ma tanti casini». Dopo dieci mesi intensi, il desiderio è uno solo: tranquillità.

La risposta su Bastoni e la differenza con lo sci

Interpellata sull’episodio che ha visto protagonista il nazionale azzurro Alessandro Bastoni in Inter-Juve, Brignone ha evitato paragoni diretti ma ha tracciato una linea netta tra discipline diverse.

«Nel nostro sport queste cose non esistono: è impossibile», ha dichiarato. Secondo la campionessa, nello sci alpino resta centrale la meritocrazia, perché «il cronometro non è influenzabile in nessun modo». Un principio che, a suo avviso, garantisce una competitività sana e un rispetto reciproco tra atleti.

Sulle piste, ha spiegato, basta sbagliare una curva per compromettere un’intera stagione. Il rischio costante e la consapevolezza delle conseguenze fisiche alimentano una cultura sportiva basata su rispetto e correttezza. «Serve dare esempio anche per gli altri», ha aggiunto, rivendicando valori solidi e condivisi.

Emozioni forti e un progetto documentario

Le due medaglie hanno generato un’ondata emotiva intensa. Brignone ha raccontato di notti quasi insonni, della fatica di affrontare ulteriori interviste e della scelta di ritirarsi in hotel con gli amici per smaltire l’adrenalina.

Ha ammesso di non riuscire ancora a realizzare pienamente quanto accaduto in pochi giorni. «Sapevo di essere a un’Olimpiade, ma non mi capacito di quello che è successo», ha confidato.

Sul futuro mediatico ha chiarito un punto: nessuna ambizione da attrice. Il progetto in cantiere sarà un documentario, costruito con immagini autentiche e con il racconto diretto della sua esperienza, compreso il periodo dell’infortunio. «Non sarà una fiction», ha precisato, ma un lavoro fedele alla realtà vissuta.

L’infortunio, la sfida e le valutazioni sul futuro

Il percorso verso l’Olimpiade è stato segnato da un infortunio importante. Una sfida che l’azzurra ha scelto di accettare proprio perché difficile. «Se fosse stata facile non l’avrei accettata», ha spiegato, sottolineando come la motivazione nasca anche dalla volontà di non chiudere la carriera su un incidente.

Ora il futuro è oggetto di valutazioni mediche e personali. Brignone tornerà al JMedical per ulteriori controlli, consapevole che la tibia non è ancora al cento per cento. La prosecuzione della stagione rappresenta, per il momento, una protezione mentale rispetto a decisioni più profonde.

«Il mio pensiero è continuare», ha detto, pur ammettendo che col tempo potrebbe maturare una scelta diversa. La vera sfida, ha concluso, è avere il coraggio di affrontare le gare con i problemi fisici e con le paure che inevitabilmente accompagnano uno sport ad alto rischio.

Il pensiero su Vonn e il tema delle paure

Un passaggio finale è stato dedicato a Lindsey Vonn. Brignone ha espresso solidarietà, riconoscendo il coraggio necessario per tornare in pista dopo gravi problemi fisici.

Nello sci, ha ricordato, l’infortunio è sempre dietro l’angolo. La differenza la fanno tecnica, preparazione mentale e capacità di controllo. «La più grande sfida è affrontare le paure», ha concluso.

Parole che sintetizzano non solo la sua esperienza recente, ma anche la filosofia di un’atleta che, dopo quindici anni di carriera, continua a misurarsi prima di tutto con sé stessa.

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