
Via libera al Board of Peace, ma con una condizione precisa: dentro anche la Russia. È questa la linea espressa alla Camera dal partito guidato da Roberto Vannacci, attraverso l’intervento del deputato Edoardo Ziello durante il dibattito sulle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Nel corso della discussione in Aula, Ziello – uno dei tre parlamentari del gruppo Misto che rappresentano il primo nucleo del movimento del generale – ha chiarito la posizione: «Siamo favorevoli, perché se non sei al tavolo sei nel menu». Una frase che sintetizza l’approccio pragmatico rivendicato dal partito sul nuovo organismo internazionale.
Il riferimento è alla proposta di istituire un Board of Peace per la gestione della crisi in Medio Oriente, con particolare attenzione alla Striscia di Gaza. Secondo Ziello, la presenza italiana e occidentale sarebbe necessaria per incidere realmente sugli equilibri dell’area.
Nel suo intervento, il deputato ha anche criticato il ruolo delle Nazioni Unite, parlando apertamente di «fallimento Onu». Un giudizio severo che si inserisce nel dibattito internazionale sull’efficacia degli organismi multilaterali nella gestione dei conflitti più recenti.

Secondo Ziello, alcune sedi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sarebbero state «usate da Hamas per azioni terroristiche», con conseguenze drammatiche sia per la popolazione israeliana sia per quella palestinese. Un passaggio che ha acceso ulteriormente il confronto politico in Aula.
Ma il punto più delicato riguarda la richiesta esplicita di coinvolgere Mosca. «Chiediamo che ci sia anche la Federazione russa», ha affermato Ziello, sottolineando la necessità di sfruttare «le conoscenze storiche che certe potenze hanno in termini di rapporti con i principali attori nell’area».
Una posizione che non passa inosservata, soprattutto alla luce delle critiche rivolte in passato a Vannacci, accusato da più parti di essere troppo vicino alle posizioni del Cremlino. Il coinvolgimento della Russia nel Board, secondo il partito, sarebbe invece una scelta strategica e non ideologica.
Nel disegno delineato dal deputato, la Striscia di Gaza dovrebbe passare sotto il controllo di una forza internazionale capace di garantire sicurezza e stabilità, con particolare attenzione alla popolazione palestinese, principale vittima del conflitto.
Netta, infine, la chiusura sul Qatar. Ziello ha escluso la partecipazione di Doha, definendola «principale finanziatore dei Fratelli musulmani». Un no che delimita ulteriormente il perimetro geopolitico immaginato dal partito di Vannacci per il futuro equilibrio in Medio Oriente.


