
Alla fine Mertz sta riarmando la Germania, cosa che non piace per nulla agli americani, e sarà costretto a rinsaldare l’asse con la Francia e l’Inghilterra, le uniche due nazioni con eserciti degni di nota. A questo si aggiungono i polacchi, che hanno poca tecnologia ma un notevole dimensionamento di truppe. Loro sono da secoli, dai cavalieri teutonici in avanti, a presidiare il confine con la steppa. Tutto questo porterà ad un nuovo trattato che porterà ad una nuova NATO esclusivamente europea. L’obiettivo strategico, essendo gli europei più una potenza finanziaria che militare, potrebbe essere accelerato dalla nascita di una corporation della difesa europea, una super Leonardo per intenderci, che fornisca armi e tecnologie difensive alla nuova difesa europea.
Ma per questo ci vogliono soldi, tanti soldi. Ma quelli i paesi europei ce li hanno, sono le quote di capitale dei treasury americani circa il 5% del totale mostruoso debito pubblico Usa. Se ne vendessero solo la metà e investissero su bond della difesa europea questa cifra si attesterebbe a circa 4.000 mld di dollari, più che sufficienti per difendere l’Europa, oltre che a sostenere la sua produzione. L’effetto collaterale sarebbe il deprezzamento del dollaro ed il rafforzamento dell’euro, il terrore del tesoro americano, come ai tempi del 2008, che terremoterebbe molte delle attuali scelte strategiche trumpiane. Se c’è una cosa che fa impazzire gli elettori americani sono recessione e riduzione del potere di acquisto, ciò che una vendita di titoli Usa comporterebbe, facendo schizzare i tassi sul debito. La Fed sarebbe costretta a forti acquisti del proprio debito in una spirale recessiva. Questo metterebbe la parola fine alla guerra dei dazi, e probabilmente anche alla guerra in Ucraina.
Per fare questo ci vuole lucidità e coraggio, tempismo e determinazione, cosa che Mertz sembra possedere. Gli americani come debito di guerra avevano costretto i tedeschi a fare auto di lusso e mangiare patate, ora la Germania si riarma, con tutto quello che ne consegue in ricerca e sviluppo, che dal crollo del nazismo fu portato in America. Si tratta di partire per un chiaro interesse comune del vecchio Continente.
Nota a margine: un nuovo trattato di difesa con corollario economico, tipo la vecchia CECA del dopoguerra innescata da De Gasperi e Adenauer, non avrebbe i veti, ungheresi o meno, con cui funziona l’Europa a 27. E Spagna, Portogallo, i paesi Scandinavi, Baltici, e infine l’Italia sarebbero costretti ad aderire. Forse la Turchia per non fare confusione sarebbe meglio questa volta tenerla fuori. La nostra Meloni in questo quadro? O tenta, ma sembra molto arduo, di andare al Quirinale nella prossima legislatura, o lega i suoi Conservatori al Ppe, e con l’appoggio di Mertz punta al posto della Von der Leyen, che al tedesco piace quanto un petto di pollo senza nemmeno le kartoffeln.


