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Caso Kalulu, la Juventus non ci sta e chiede la grazia ma la Figc dice no: squalifica confermata

Pubblicato: 20/02/2026 15:59

La vicenda giudiziaria sportiva che ha coinvolto il difensore francese Pierre Kalulu si è conclusa con un esito negativo per la Juventus, segnando un punto di arresto definitivo nelle speranze del club bianconero di riavere il giocatore per l’imminente impegno di campionato. La Corte sportiva d’appello nazionale ha infatti esaminato il ricorso presentato dalla società torinese, decidendo di respingere l’istanza e confermare la sanzione precedentemente inflitta dal giudice sportivo. Questa decisione implica che il calciatore dovrà scontare un turno di squalifica, restando forzatamente ai box proprio in un momento cruciale della stagione, dopo le accese polemiche scaturite durante il derby d’Italia contro l’Inter.

Il contesto della sanzione disciplinare

Tutto ha avuto inizio durante la sfida ad alta tensione tra Inter e Juventus, una gara che come di consueto ha trascinato con sé una lunga scia di discussioni arbitrali. Pierre Kalulu era stato allontanato dal terreno di gioco a causa di una doppia ammonizione, con il secondo cartellino giallo estratto dal direttore di gara in seguito a un contatto con il difensore nerazzurro Alessandro Bastoni. Fin dai primi istanti dopo l’episodio, la dirigenza bianconera e lo staff tecnico avevano manifestato forti perplessità sulla correttezza della decisione, ritenendo che l’intervento del difensore francese non fosse meritevole della sanzione estrema e che la dinamica dell’azione fosse stata pesantemente influenzata da un atteggiamento eccessivamente enfatico dell’avversario.

La strategia difensiva del club

Nel tentativo di annullare lo stop forzato, la Juventus ha presentato un reclamo d’urgenza, puntando tutto sulla tesi dell’acclarata ingiustizia. Secondo i legali della società di Torino, le immagini televisive avrebbero mostrato in modo inequivocabile che il contatto tra i due giocatori fosse di lieve entità e che la caduta di Bastoni fosse frutto di una simulazione. L’obiettivo della dirigenza era quello di ottenere la grazia per Kalulu, permettendogli così di scendere in campo già nella partita contro il Como, in programma per questo sabato. La rapidità nel presentare il ricorso rifletteva l’importanza tattica del giocatore per lo scacchiere di Thiago Motta, specialmente in una fase del torneo dove ogni assenza può pesare sul cammino verso i vertici della classifica.

La decisione definitiva della Figc

Nonostante le argomentazioni portate avanti dal club, la Figc ha mantenuto una linea di estrema fermezza. La comunicazione ufficiale del respingimento è arrivata in un momento simbolico, ovvero pochi istanti prima che iniziasse la conferenza stampa del commissario tecnico Spalletti, spegnendo definitivamente ogni residua speranza del mondo juventino. La Corte ha ritenuto che non vi fossero i presupposti per ribaltare la decisione presa sul campo, confermando dunque la validità del referto arbitrale. Di conseguenza, Kalulu non farà parte dell’elenco dei convocati per la sfida contro i lariani, lasciando la difesa bianconera in una situazione di emergenza numerica che costringerà l’allenatore a ridisegnare i piani tattici.

Le reazioni e il dibattito pubblico

La sentenza non ha solo ripercussioni pratiche sulla formazione, ma ha rinfocolato un dibattito molto acceso sulla gestione degli episodi da moviola e sul ruolo dei vertici arbitrali. La Juventus ha espresso profonda amarezza, supportata anche da una certa parte della tifoseria che ha evidenziato come le prove video potessero suggerire una lettura diversa del fallo. In questo clima di tensione, si inserisce anche la proposta avanzata dalla Lega calcio riguardante l’introduzione di un tempo limite per la revisione al Var, un tema diventato centrale dopo i fatti di Inter-Juventus. Resta inoltre il risvolto social della vicenda, con il giocatore che ha mostrato il suo disappunto ricondividendo contenuti che criticavano le modalità della vittoria avversaria, segnale di un nervosismo che fatica a placarsi.

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Ultimo Aggiornamento: 20/02/2026 16:38

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