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Dazi, Trump cambia ancora e passa dal 10 al 15%. Cosa succede ora

Pubblicato: 21/02/2026 17:28

L’attesa euforia europea dopo la sentenza della Corte Suprema americana sui dazi si è trasformata subito in prudenza. La decisione giudiziaria modifica meno di quanto sembri e il nuovo aumento del dazio globale — dal 10 al 15% — imposto unilateralmente dall’amministrazione Trump dimostra che la politica commerciale americana resta sostanzialmente invariata.

Il presidente Donald Trump ha spiegato in un comunicato su Truth che la decisione della Corte Suprema “non limita la capacità di imporre dazi” ma che l’uso della legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali (IEEPA) per dazi generalizzati è stato giudicato improprio. La Casa Bianca ha già annunciato l’applicazione immediata di un dazio universale del 10%, ora salito al 15%, oltre a nuove indagini commerciali.

Il primo segnale della complessità della situazione è arrivato dall’industria tedesca, principale motore delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti. Le associazioni industriali hanno chiesto chiarimenti urgenti a Bruxelles e Washington: i contratti e le forniture erano stati pianificati sulla base di un dazio medio del 15%, ma dopo la sentenza nessuno sa con certezza quale tariffa resti valida.

La Commissione europea ha risposto con prudenza, dichiarando di essere al lavoro per analizzare la decisione e attendere dettagli: la sentenza, ha precisato, è americana e non garantisce una riduzione dei dazi per l’Europa.

In sostanza, la Corte Suprema ha stabilito che il presidente non può usare l’IEEPA per imporre dazi senza l’autorizzazione esplicita del Congresso. La politica commerciale americana, tuttavia, non viene bocciata: i dazi possono essere imposti tramite altre leggi, come la Section 232 per sicurezza nazionale o la Section 301 per pratiche commerciali scorrette.

Il paradosso è chiaro: la sostanza dei dazi cambia poco, ma il veicolo legale è completamente diverso. Il sistema che prevedeva il famoso 15% medio sugli import europei era basato su tariffa normale più tariffa “emergenziale”, quest’ultima ora dichiarata non valida. In pratica, i dazi saranno semplicemente rimessi in piedi usando altre procedure legislative.

trump super bowl

Gli esperti di commercio internazionale confermano questa lettura. Peter Harrell sottolinea che la Corte ha limitato l’uso dell’IEEPA ma non impedisce di applicare dazi tramite altre leggi, mentre Oren Cass definisce la decisione “una formalizzazione della politica protezionistica americana”: meno potere immediato per il presidente, ma maggiore stabilità e durata della politica commerciale.

Resta inoltre la distinzione tra i diversi tipi di dazi: quelli strategici per sicurezza nazionale, i dazi contro pratiche commerciali scorrette e il nuovo dazio globale del 10-15% rimangono tutti in vigore. La sentenza colpisce solo i dazi applicati via emergenza, lasciando la struttura protezionistica americana praticamente intatta.

Il risultato più significativo riguarda l’incertezza e la durata della politica. Per Berlino e le imprese europee il problema non è tanto l’entità dei dazi, ma la complessità legale e le revisioni continue. Per l’Europa significa meno shock improvvisi, ma una pressione strutturale permanente, con dazi che diventano uno strumento di politica industriale duratura più che tattico.

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