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Milano-Cortina 2026, all’Arena di Verona cala il sipario sui Giochi: musica, memoria e passaggio alla Francia

Pubblicato: 22/02/2026 23:08

Si è chiusa all’Arena di Verona la XXVI edizione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Una cerimonia solenne e spettacolare, iniziata intorno alle 20.30, che ha trasformato la competizione in memoria collettiva, tra celebrazione degli atleti, orgoglio nazionale e proiezione verso il futuro.
Ad aprire la serata, sulle note di “Libiamo ne’ lieti calici” dalla Traviata di Giuseppe Verdi, è stato un omaggio alla grande tradizione lirica italiana, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio da tutelare. Un inizio simbolico, nel segno della cultura, per accompagnare il congedo olimpico.

Il Tricolore, le istituzioni e l’ingresso della fiamma

Dopo i maxi ritratti firmati dal fotografo Marco Delogu, ha fatto il suo ingresso il Tricolore, portato da figure che hanno contribuito in modo decisivo alla realizzazione dei Giochi. Subito dopo è stata issata anche la bandiera olimpica, tra gli applausi dell’Arena.

Durante l’esecuzione dell’Inno di Mameli, la regia ha inquadrato la premier Giorgia Meloni accanto al presidente del Senato Ignazio La Russa, al ministro per lo Sport Andrea Abodi, al presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò e alla presidente del Cio Kristy Coventry.

Momento carico di emozione con l’ingresso della fiamma olimpica, portata dai campioni azzurri della staffetta di fondo oro a Lillehammer 1994: Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner. Con l’accensione dei cinque cerchi olimpici, l’Arena si è trasformata simbolicamente in uno stadio olimpico.

La sfilata delle 93 nazioni e l’omaggio del Giappone

Alle 21 è iniziata la sfilata delle 93 nazioni, aperta come da tradizione dalla Grecia, culla delle Olimpiadi. In passerella circa 1400 atleti sui 2900 partecipanti ai Giochi, riuniti in un clima di festa e condivisione.

Tra i momenti più significativi, il gesto degli atleti giapponesi, che hanno sfilato con le bandierine italiane e nipponiche insieme, rinnovando l’omaggio già visto nella cerimonia d’apertura.

A guidare il Tricolore nella cerimonia conclusiva sono stati Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto, simboli dell’Italia Team. La biathleta friulana ha conquistato il primo oro individuale azzurro nella storia del biathlon, mentre Ghiotto ha riportato l’Italia sul gradino più alto nel pattinaggio di velocità a squadre, vent’anni dopo Torino 2006.

Musica italiana e omaggio ai volontari

Durante la parata, l’Arena si è riempita delle note dei grandi classici della musica italiana in un mash up che ha richiamato l’atmosfera di Sanremo, con brani di Caterina Caselli, Ricchi e Poveri, Gino Paoli, Mina, Loretta Goggi, Rino Gaetano, Massimo Ranieri e Paolo Conte.

Uno dei momenti più energici della serata è stato l’omaggio ai volontari, disposti in una coreografia che ha formato il numero “26”, simbolo di Milano Cortina 2026. Il set di Gabry Ponte, sulle note di Blue (Da Ba Dee), ha trasformato l’Arena in una festa collettiva, celebrando il contributo di migliaia di persone dietro le quinte.

Sul palco anche Roberto Bolle, con lo spettacolo “Bellezza in movimento” che ha coinvolto circa 350 volontari, oltre ad Achille Lauro e all’attrice Benedetta Porcaroli. Lauro ha regalato uno dei momenti più intensi della serata con l’interpretazione di “Incoscienti giovani”.

La chiusura ufficiale e il passaggio alla Francia

A sancire la conclusione dei Giochi è stata la presidente del Cio Kristy Coventry, che ha pronunciato la formula ufficiale di chiusura invitando il mondo a ritrovarsi nel 2030 nelle Alpi francesi.

Subito dopo, il simbolico passaggio della bandiera olimpica alla Francia ha segnato il trasferimento del testimone a chi ospiterà la prossima edizione invernale.

Infine, lo spegnimento dei bracieri di Milano e Cortina, accompagnato al pianoforte da Gloria Campaner sulle note di Ludovico Einaudi, ha chiuso una serata carica di emozione. Il terzo braciere simbolico, rappresentato sul palco, si è spento lentamente, lasciando spazio al silenzio e alla memoria.

Milano Cortina 2026 consegna così ai libri di storia un’Olimpiade che ha unito sport, cultura e identità nazionale, proiettando l’Italia al centro della scena mondiale e aprendo il cammino verso il 2030.

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Ultimo Aggiornamento: 22/02/2026 23:23

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