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Italia, l’ex assessore Massimo Adriatici condannato a 12 anni per omicidio volontario

Pubblicato: 24/02/2026 14:55

La parola fine, almeno per il primo grado di giudizio, è stata scritta nell’aula del Tribunale di Pavia, ribaltando prospettive che parevano cristallizzate. Massimo Adriatici, l’ex assessore alla Sicurezza di Voghera, è stato condannato a 12 anni di reclusione per l’omicidio di Younes El Boussettaoui, il trentanovenne di origini marocchine freddato da un colpo di pistola la sera del 20 luglio 2021 in piazza Meardi. La sentenza, confermata dagli avvocati della famiglia della vittima, Debora Piazza e Marco Romagnoli, segna un punto di svolta clamoroso: il giudice Luigi Riganti ha infatti inflitto una pena superiore agli 11 anni e 4 mesi che erano stati sollecitati lo scorso novembre dal Procuratore Fabio Napoleone. La decisione è arrivata al termine di un processo con rito abbreviato, formula che ha garantito all’imputato lo sconto di un terzo della pena, ma che non ha evitato la riqualificazione del reato da eccesso colposo di legittima difesa a omicidio volontario.

La reazione della famiglia e il risarcimento

Il verdetto è stato accolto con un misto di sollievo e fermezza dai parenti di Younes, che da anni chiedevano una punizione esemplare per l’ex esponente leghista. All’uscita dal palazzo di giustizia, Bahija El Boussettaoui, sorella della vittima, ha espresso la sua soddisfazione pur mantenendo alta la guardia: “Siamo felicissimi. Non mi aspettavo una sentenza di condanna superiore alla richiesta del pubblico ministero. Ma non saremo davvero contenti sino a che non vedremo Adriatici entrare in carcere con le manette”. Oltre alla detenzione, la sentenza ha stabilito un risarcimento provvisionale complessivo di 380mila euro: 90mila euro per ciascuno dei genitori e 50mila euro per ogni fratello e sorella. Tuttavia, per i familiari, il denaro resta in secondo piano rispetto al peso simbolico della condanna. “Il risarcimento? È un aspetto che in questo momento non ci interessa. Noi chiediamo solo che venga fatta giustizia per mio fratello”, ha ribadito Bahija.

La vicenda, che ha profondamente scosso l’opinione pubblica nazionale per le implicazioni politiche e sociali, vede ora Adriatici affrontare un futuro segnato da una condanna pesante, in attesa delle motivazioni della sentenza che arriveranno nelle prossime settimane. Resta l’immagine di quella piazza nel cuore di Voghera, dove un diverbio si è trasformato in tragedia, portando oggi a una decisione giudiziaria che supera persino le istanze dell’accusa.

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