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Cresce la tensione tra Usa e Russia: sfida tra caccia nei cieli dell’Alaska

Pubblicato: 24/02/2026 15:53

L’apparente disgelo tra Donald Trump e Vladimir Putin mostra nuove crepe. Negli ultimi giorni il confronto tra Washington e Mosca è tornato a salire di tono, fino a tradursi in una dimostrazione di forza nei cieli dell’Alaska, dove si è registrato un nuovo episodio di alta tensione militare.

Bombardieri russi nella zona di difesa aerea dell’Alaska

Una formazione aerea russa composta da due bombardieri Tupolev 95, due caccia Sukhoi 35 e un radar volante Beriev A50 si è diretta verso la fascia denominata ADIZ (Alaskan Air Defence Identification Zone), l’area di identificazione e difesa aerea istituita ai tempi della Guerra Fredda e considerata cruciale per la sicurezza degli Stati Uniti.

La ADIZ non coincide con lo spazio aereo sovrano americano, ma rappresenta una zona di massima sorveglianza: ogni velivolo che vi entra viene monitorato e, se necessario, intercettato. Ed è quanto accaduto.

La risposta del Norad: F16, F35 e Awacs in volo

Il Norad, il comando congiunto incaricato della difesa del Nord America, ha fatto decollare una formazione imponente: due F16, due F35 impiegati come intercettori, un radar volante E3 Awacs e quattro cisterne KC135 per il rifornimento in volo.

Una risposta che appare calibrata anche sul piano simbolico. La presenza dell’Awacs e di ben quattro aerocisterne segnala la volontà del Pentagono di dimostrare capacità operative estese, nonostante l’impegno parallelo sul fronte mediorientale. I caccia americani hanno affiancato i velivoli russi per un periodo prolungato, scortandoli fino all’uscita dall’area di sicurezza.

Le televisioni di Mosca hanno poi diffuso i filmati dell’incontro ravvicinato, con immagini dei jet statunitensi riprese dalle cabine dei Tupolev e dei Sukhoi, enfatizzando la sfida e celebrando la prontezza delle forze armate russe.

Sanzioni rinnovate e accuse sul mercato energetico

L’episodio si inserisce in un contesto di relazioni già tese. Poche ore prima, il presidente Donald Trump aveva rinnovato per un anno il pacchetto di sanzioni introdotte nel 2014 dopo l’annessione della Crimea. Una decisione che ha riacceso le polemiche a Mosca.

Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha accusato Washington di voler escludere la Russia dal mercato globale dell’energia, citando le misure contro colossi come Lukoil e Rosneft e le pressioni esercitate sull’India per ridurre le importazioni di greggio russo. Lavrov ha inoltre avvertito gli Stati Uniti sulle possibili conseguenze di un eventuale attacco all’Iran mentre sono in corso trattative diplomatiche.

Il nodo Starlink e le ripercussioni sul fronte ucraino

A pesare ulteriormente sui rapporti bilaterali è il blocco dei terminali satellitari Starlink (incredibilmente, ndr) utilizzati dalle forze russe in Ucraina. La decisione, formalmente adottata dalla compagnia di Elon Musk, sta incidendo sulle operazioni militari lungo la linea del fronte: ed è pure arrivata in modo tardivo, solo dopo gli allarmi dell’intelligence ucraina.

Secondo fonti russe, l’interruzione del servizio limita l’impiego dei droni a lungo raggio, complica le comunicazioni tra i reparti e avrebbe già contribuito a difficoltà operative in diverse aree, in particolare nella regione di Zaporizhzhia.

L’insieme di questi elementi – dalla sfida nei cieli dell’Alaska al braccio di ferro energetico e tecnologico – segnala un nuovo irrigidimento nei rapporti tra le due potenze, in un quadro internazionale già segnato da conflitti e rivalità strategiche.

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Ultimo Aggiornamento: 24/02/2026 18:28

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