
Le autorità cubane affermano che i dieci occupanti dell’imbarcazione proveniente dagli Stati Uniti, intercettata nelle acque territoriali dell’isola, avessero l’intenzione di compiere un’infiltrazione con “fini terroristici”. A riferirlo è stato il Ministero dell’Interno dell’Avana, citato dal sito governativo Cubadebate.
Secondo la versione ufficiale, a bordo del mezzo sarebbero stati trovati fucili d’assalto, armi corte, esplosivi artigianali, giubbotti antiproiettile, cannocchiali e uniformi mimetiche, elementi che avrebbero rafforzato l’ipotesi di un’operazione organizzata.
Armi ed esplosivi trovati a bordo
Le autorità hanno precisato che i partecipanti sarebbero tutti cittadini cubani residenti negli Usa. Finora sono state identificate sette persone: sei risultano arrestate, mentre Michel Ortega Casanova è stato ucciso durante l’operazione. Le restanti tre vittime, indicate come decedute negli scontri, sono ancora in corso di identificazione.
Il caso si inserisce nel contesto delle tensioni tra L’Avana e Washington e segue l’intervento della Guardia costiera cubana che aveva intercettato l’imbarcazione al largo delle coste dell’isola. Restano da chiarire ulteriori dettagli sulla dinamica dell’operazione e sulle verifiche indipendenti relative alle accuse formulate dalle autorità cubane.


