Vai al contenuto

Epstein, scomparsi i documenti riguardanti una delle donne che lo accusavano

Pubblicato: 25/02/2026 18:52
Caso Epstein, documenti e nuovi dettagli emersi negli anni

Non è soltanto una vicenda giudiziaria riemersa ciclicamente. Il caso dei Epstein files torna al centro del dibattito pubblico americano con nuovi sviluppi che sollevano interrogativi su trasparenza, gestione dei documenti e possibili responsabilità istituzionali. Secondo un’inchiesta di Npr, rilanciata dal New York Times, parte dei materiali legati a Jeffrey Epstein sarebbe stata resa pubblica in forma incompleta dal Dipartimento di Giustizia, con l’assenza di oltre cinquanta pagine tra interrogatori dell’Fbi e appunti investigativi.

Tra i passaggi mancanti figurerebbero riferimenti che citano Donald Trump, sempre respinti dall’ex presidente, che ha ribadito di essere stato “completamente scagionato”. In particolare, una delle accusatrici avrebbe dichiarato di essere stata presentata a Trump da Epstein quando aveva 13 anni e di aver subito un’aggressione sessuale. Nei file diffusi, tuttavia, l’episodio comparirebbe solo in forma riassuntiva e non nella trascrizione integrale della testimonianza. L’esistenza delle carte espunte emergerebbe da un indice ufficiale dei documenti, alimentando sospetti di possibili omissioni.

Le nuove rivelazioni hanno riacceso il confronto politico, con accuse di presunto insabbiamento rivolte alla procuratrice generale Pam Bondi, criticata per non aver pubblicato integralmente i materiali disponibili. A rendere il clima ancora più teso contribuisce il contesto politico: la stessa Npr ha segnalato tagli ai finanziamenti federali decisi dall’amministrazione Trump, un elemento che secondo diversi osservatori aggiunge una dimensione di conflitto istituzionale alla vicenda.

L’onda lunga del caso ha colpito anche il mondo accademico, evidenziando le conseguenze reputazionali delle relazioni con il finanziere. Larry Summers ha annunciato le dimissioni da Harvard, mentre il premio Nobel per la medicina Richard Axel ha lasciato l’incarico di condirettore di un istituto di neuroscienze alla Columbia University. Axel non è accusato di illeciti, ma dai documenti emergerebbe la frequentazione della residenza newyorkese di Epstein e un ruolo di intermediazione tra il finanziere e ambienti universitari legati a filantropia e ammissioni. Nel comunicato ufficiale ha parlato di “grave errore di giudizio”, riconoscendo di aver compromesso la fiducia di colleghi e studenti.

Parallelamente emergono nuovi dettagli sui flussi finanziari. Secondo il Financial Times, documenti bancari indicherebbero pagamenti per circa 875 mila dollari, tra il 2013 e il 2019, destinati a presunte “modelle” straniere e giovani donne collegate all’entourage di Epstein. Operazioni che sarebbero state processate nonostante segnali di allerta nei sistemi di antiriciclaggio, suggerendo l’esistenza di una rete di movimenti di denaro intrecciata a relazioni sociali, mondane e di potere.

A distanza di anni dalla morte in carcere di Epstein, il suo nome continua dunque a generare ripercussioni politiche e istituzionali. Le carte pubblicate — e soprattutto quelle mancanti — mantengono aperti interrogativi cruciali negli Stati Uniti: chi fosse a conoscenza dei fatti, chi abbia eventualmente protetto il sistema e se vi siano state scelte deliberate di omissione nella gestione della documentazione ufficiale.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure