
La prima serata del Festival di Sanremo 2026 ha visto esibirsi tutti e 30 i Big in gara secondo l’ordine ufficiale di uscita, da Ditonellapiaga fino a LDA e Aka 7even, in una maratona musicale votata dalla sala stampa. (Wikipedia)
Ecco le pagelle ispirate al mood generale della critica, del web e delle prime reazioni social (tra applausi, hype e meme da “velocità Conti”).
Ditonellapiaga – 7,5
Ironica, pop e perfettamente centrata: apre con personalità e regge bene la pressione da apertura.
Michele Bravi – 7
Eleganza e delicatezza, forse meno immediato ma coerente con il suo stile emotivo.
Sayf – 6,5
Fresco e radiofonico, ma ancora in fase di rodaggio sul palco dell’Ariston.
Mara Sattei – 7
Intensa e moderna, cresce ascolto dopo ascolto: solida presenza scenica.
Dargen D’Amico – 7,5
Visionario e riconoscibile, porta il suo universo pop-urban con leggerezza intelligente.
Arisa – 8
Voce impeccabile e interpretazione da manuale: l’Ariston è casa sua.
Luchè – 6,5
Atmosfere urban eleganti, meno esplosivo ma molto coerente artisticamente.
Tommaso Paradiso – 7
Romantico e nostalgico, perfettamente in linea con il suo pubblico.
Elettra Lamborghini – 6,5
Performance scenica forte, più spettacolo che profondità, ma funziona.
Patty Pravo – 7,5
Iconica per definizione: basta la presenza per creare atmosfera.
Samurai Jay – 6
Interessante ma ancora acerbo sul palco più temuto d’Italia.
Raf – 6,5
Classe e mestiere, ma il pezzo convince più per nostalgia che per impatto.
J-Ax – 7
Ironico, diretto, molto televisivo: sa esattamente come stare a Sanremo.
Fulminacci – 8
Scrittura brillante e credibile: uno dei più apprezzati dalla critica indie.
Levante – 7,5
Elegante e intensa, performance raffinata e coerente.
Fedez & Masini – 7
Coppia curiosa ma efficace: mix generazionale che divide e fa parlare.
Ermal Meta – 8
Interpretazione solida e intensa: qualità altissima, come da tradizione.
Serena Brancale – 7
Energia e groove, una sorpresa positiva della serata.
Nayt – 7
Testo forte e contemporaneo: cresce con l’ascolto.
Malika Ayane – 8
Classe pura, timbro inconfondibile e grande controllo vocale.
Eddie Brock – 6
Atmosfere cupe e alternative, interessante ma meno immediato.
Sal Da Vinci – 6,5
Cuore e tradizione, molto apprezzato dal pubblico più classico.
Enrico Nigiotti – 7
Cantautorato sincero, emotivo e sempre credibile.
Tredici Pietro – 6,5
Generazionale e urban, divide ma resta riconoscibile.
Chiello – 7
Fragile, emotivo, molto contemporaneo: performance divisiva ma intensa.
Bambole di Pezza – 7
Rock diretto e identitario: portano energia pura all’Ariston.
Maria Antonietta & Colombre – 7,5
Indie raffinato e poetico, amatissimi dalla critica.
Leo Gassmann – 6,5
Pulito e radiofonico, senza guizzi ma convincente.
Francesco Renga – 7
Professionale e solido, interpretazione classica sanremese.
LDA & Aka 7even – 6,5
Target giovane, performance efficace ma ancora da consolidare.
Bonus pagella fuori gara – Carlo Conti: 9 (per la velocità)
Conduzione in modalità turbo, scaletta compressa e artisti quasi accompagnati all’uscita con il cronometro invisibile: il vero tormentone della serata, tra ritmo serrato e pioggia di meme social.


