
Sul palco del Teatro Ariston il pubblico lo ha applaudito accanto a Carlo Conti e Laura Pausini nella serata inaugurale del Festival di Sanremo 2026. Ma mentre le luci della kermesse illuminavano il volto di Can Yaman, a Roma prendeva forma una vicenda giudiziaria ben diversa, lontana dai riflettori televisivi.
Come rivelato da la Repubblica, l’attore turco e l’ex compagna Sara Bluma hanno presentato una denuncia per diffamazione alla Procura di Roma contro Alessandro Rosica, influencer noto online come “l’investigatore social” e seguito da oltre un milione di follower su Instagram.
Al centro dell’esposto – secondo quanto riportato da Repubblica – ci sarebbero post, storie e commenti pubblicati sui social che, a giudizio dei querelanti, avrebbero superato il limite del diritto di cronaca e della libera opinione, sconfinando nella diffamazione aggravata.

In particolare, la frase ritenuta più grave riguarda il fermo di Can Yaman a Istanbul nell’ambito di un’inchiesta sugli stupefacenti. Rosica avrebbe sostenuto che fosse stata l’ex compagna a “spifferare tutto” alle autorità turche, un’accusa che ha portato – come sottolinea Repubblica – alla presentazione di tre querele: una congiunta e due successive firmate esclusivamente dalla dj.
La relazione tra l’attore e la producer sarebbe durata pochi mesi, concludendosi la scorsa estate. Tuttavia, negli atti depositati – redatti con l’assistenza dell’avvocato Claudio Breda – si parla di “attacchi gratuiti” e “notizie assolutamente false” che avrebbero avuto pesanti ripercussioni sulla vita privata e professionale della musicista.
È la stessa Sara Bluma, intervistata da Repubblica, a descrivere la situazione come una vera e propria tempesta mediatica. “Appena mi sono messa con Can, ha iniziato subito a pubblicare falsità e insulti”, racconta, spiegando di non appartenere al mondo del gossip e di non voler esserne coinvolta.

Il punto di rottura sarebbe arrivato il 10 gennaio, quando, dopo la notizia del fermo e del rilascio dell’attore in Turchia, sui social è comparso il messaggio secondo cui sarebbe stato “tradito dalla sua ex”. Un’affermazione che, secondo la denuncia riportata da Repubblica, avrebbe scatenato una shitstorm fatta di insulti, minacce e accuse personali.
Bluma respinge ogni addebito e definisce “folle” l’ipotesi di aver allertato le autorità turche dall’Italia. La dj parla di danni psicologici e professionali, sottolineando come l’immagine sia fondamentale per il suo lavoro e come le accuse abbiano inciso anche sulla sfera familiare, coinvolgendo indirettamente il figlio di sei anni.
La prima querela è stata depositata il 23 agosto, mentre l’ultima risale al 13 gennaio. Ora spetterà alla Procura capitolina valutare il contenuto dei post e stabilire se vi siano gli estremi per procedere. Intanto, mentre il pubblico continua ad applaudire Can Yaman in tv, la vicenda giudiziaria – emersa grazie alla rivelazione di Repubblica – apre un capitolo delicato fatto di accuse social, reputazione online e possibili sviluppi nelle aule di tribunale.


